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Morte di un angelo di Irma Panova Maino

Morte di un angelo

Tema: la pioggia

La pioggia, lentamente, porterà via ogni cosa, ogni traccia, ogni sentore del tuo essere sfiorita. Qui, in questa tua ultima dimora, mentre il nulla ha continuato a circondare la tua fragile vita, cos’hai posseduto? Chi hai amato? Per chi hanno avuto un fremito i tuoi ultimi pensieri?
Che importa ormai? Resto qui, immobile nel fango prodotto da questo incontro, pensando che, forse, ti ho fatto un favore. Ho reso il tuo esistere immortale, indomito allo scorrere del tempo. Nulla ti potrà più toccare, niente e nessuno potranno raggiungere il tuo fluire fra i granelli della storia, senza un ieri e senza un domani. Tornerai a essere solo un’effimera illusione, fra i vicoli ed i sospiri di chi, come te, adesca l’attimo. Lascia, dunque, che io asciughi questa tua ultima lacrima, fatta di sale, pioggia e sangue. Lascia che l’acqua porti via la tua anima, lontano, in luoghi più sicuri. La pietà è un bene raro, troppo prezioso in questi tempi remoti, appaganti solo per quelli che scivolano sulla superficie senza mai guardare nel baratro. In quell’abisso dove tu, ed io, vaghiamo all’infinito.

L’impermeabile lucido dell’uomo strusciò sulle gambe quando queste si mossero a causa di un passo. Un movimento incerto, titubante, come se lui non volesse andare via. Le mani si mossero lentamente mentre passava e ripassava il rasoio nel lembo di tessuto che aveva strappato dalla camicetta. Un movimento quasi ipnotico, un rituale che chiudeva un ciclo vitale. Nessuno avrebbe pianto per quella massa informe che ormai giaceva sul terreno spoglio. Nessuno avrebbe reclamato e chiesto a gran voce che fosse fatta giustizia. Per questo le sceglieva nei vicoli, laddove la disperazione regnava stantia come l’odore dell’immondizia che risaliva dai cassonetti. Un altro angelo se n’era andato, un’altra anima aveva trovato la propria pace.
Finalmente si scostò di un paio di passi e richiuse l’attrezzo riponendolo nella tasca destra. Ora la pioggia avrebbe avuto pietà anche di lui.

28 Risposte a “Morte di un angelo di Irma Panova Maino”

  1. voto questo testo … la follia dell’assassino che nel suo delirio libera le anime dalla sofferenza… sublime

  2. Voto questo testo. Atmosfera creata con pochi riferimenti spaziali, sensazioni ben rese, dei personaggi il minimo indispensabile a raccontarne la vita (e la morte). E lo stile riconoscibile della bravissima autrice.

  3. Tremando e bellissimo! In questi brani riesci sempre a farci entrare nella mente dell’assassino! Grande, Irma! Voto per questo testo!

  4. voto questo testo.
    Assolutamente ineccepibile. Il contenuto e la padronanza da scrittrice ad alti livelli… che dire? Mi è piaciuto davvero tanto.

    1. come stravolgere la realtà offrendo angolazioni diverse. Grazie Claudia!

  5. La pioggia accompagna un forte senso inquietudine. “Tornerai a essere solo un’effimera illusione, fra i vicoli ed i sospiri di chi, come te, adesca l’attimo.” Ti risucchia in un vortice di sensazioni che scavano dentro. Davvero un bel testo, brava Irma.

  6. Voto l’intensità e la bellezza spietata di questo testo
    complimenti Irma
    terrificante e poetico allo stesso tempo
    e non è facile
    complimenti

    1. ho cercato di esprimere, con poche parole, emozioni contrastanti. Sono felice che ti sia piaciuto

  7. anche la pioggia avrà pietà di lui… incantato complimenti davvero. VOTO QUESTO TESTO

  8. Voto per questo testo. Bellissima la frase “Lascia che l’acqua porti via la tua anima, lontano, in luoghi più sicuri”. Bravissima Irma!

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