Il potere dell’acqua

Il silenzio regnava sovrano nella grotta umida e buia. Marcus procedeva a piccoli passi alla flebile luce della torcia. Ormai camminava da più di un’ora e di quello che stava cercando nemmeno l’ombra. Già, cosa stava cercando? Non stava forse inseguendo una chimera? Questo pensiero aveva cominciato a farsi strada nella sua mente dopo i primi quindici minuti di cammino e ora il dubbio stava per diventare certezza.
-Torna indietro- ripeteva come un mantra – Torna indietro, torna indietro.
Quelle carte erano false. Aveva ragione Adrien, ma io testardo, mi sono messo in cammino da solo e di notte poi, mentre lui dormiva. E se mi succedesse qualcosa? Prima che si accorgano che non ci sono e vengano a cercarmi sarei già morto.-
Marcus aveva trovato quelle carte in soffitta poco più di una settimana prima. Su quei fogli ingialliti e dall’odore di muffa c’era scritto che in fondo alla grotta di Souvelier esisteva un lago sotterraneo le cui acque avevano un sorprendente potere. Quello di… questo non lo sapeva. In quel punto la scrittura appariva sbiadita e illeggibile. C’era anche una mappa che indicava un cunicolo stretto e basso, ben oltre la parte esplorata, dal quale si poteva accedere ad un’altra grotta più grande e lì c’era il lago.
-Torna indietro, torna indietro.- Ma continuava ad andare avanti.

In quel momento Adrien si stava svegliando e non vedendo il fratello nel suo letto pensò che fosse sceso per preparargli la colazione. Gli piacevano le attenzioni che gli dedicava. Si stiracchiò e incrociò le mani dietro la nuca aspettando di vedere arrivare Marcus col caffè fumante. Passarono cinque poi dieci minuti, ma il ragazzo non arrivava.
Adrien tese l’orecchio, dal piano di sotto non proveniva nessun rumore. Forse Marcus era andato a comprare le ciambelle calde? L’idea avrebbe dovuto fargli piacere, ma una strana agitazione si stava impossessando di lui. Un dubbio atroce lo stava assalendo.
Allungò una mano per prendere le stampelle e con fatica si alzò dal letto. Senza l’aiuto di Marcus fare le scale non fu cosa da poco. Arrivò al piano di sotto esausto e madido di sudore. Si lasciò cadere su una sedia. La cucina era vuota, sul tavolo sgombro un biglietto. “Sono andato alla grotta. Non preoccuparti, torno presto”
Adrien senti il cuore salirgli in gola. Ci mise qualche secondo prima di riuscire ad alzarsi, aprire la porta e chiamare i vicini.

Più si ripeteva che doveva tornare indietro più Marcus andava avanti. Ormai stava camminando da due ore.
-Torno indietro, basta- In quel momento vide un bagliore in fondo al cunicolo. Allora qualcosa di vero c’era in quelle carte? Accelerò il passo incurante del pericolo. La luce si avvicinava sempre più. Gli sembrava di vivere una di quelle esperienze di premorte di cui parlavano gli anziani. La luce in fondo al tunnel la vedeva anche lui, ma era vivo.
Quando arrivò alla fine del tunnel rimase senza fiato. Aveva davanti un’enorme grotta illuminata a giorno, non capiva da dove provenisse quella luce calda e dorata. E, cosa ancora più straordinaria, il lago esisteva veramente. Eccolo lì con le sue acque calme e trasparenti, così limpide da scuotere i sensi e far piangere dall’emozione.
Fugato ogni dubbio sull’esistenza del lago, bisognava ora scoprire in cosa consistesse il potere di quelle acque. Qui qualche problema c’era. Poteva berle, ma se fossere state velenose sarebbe morto lì, da solo e cosa peggiore, avrebbe lasciato Adrien senza un sostegno. Vi si poteva immergere. Ma a cosa sarebbe servito? Che fare? Dubbi, dubbi ancora dubbi. Ma non era arrivato fin lì per niente. Toccò l’acqua con la punta dell’indice, una sensazione di benessere si irradiò dal dito, salì su per il braccio e si impossessò del suo corpo. Era questo il potere di quell’acqua?
-Speravo in qualcosa di più, ma è già una bella cosa.-
Riempì le bottiglie che aveva portato con sé, le ripose nello zaino e si rimise in cammino.

Quando Marcus aprì la porta vide la cucina piena di gente. Adrien stava raccontando loro delle, carte, della grotta e del lago.
-Sono a casa, tranquilli. Sono vivo e vi porto l’acqua miracolosa. Basta toccarla per sentirsi felici. Provate voi stessi.- Tirò fuori dallo zaino le bottiglie e le offrì ai vicini. Solo Adrien non si mosse, aveva una strana sensazione, un dubbio, ma non fece in tempo a fermarli. Tutti si erano precipitati sulle bottiglie, le avevano aperte e si erano versati l’acqua chi sulla testa, chi sulle mani. Fu questione di attimo e di quelle persone non rimase più nulla.
Adrien e Marcus si guardarono increduli e terrorizzati allo stesso tempo.
-Questa è la prova che di troppa felicità si può morire. – Disse Adrien quando si fu ripreso un po’. Ma ora loro due avevano un grosso problema. Come spiegare alle autorità quello che era successo?

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