Vendetta al chiaro di luna

Era una notte fredda quella che si prospettava davanti al lupo. Esso sapeva di non avere molto tempo, la sua compagna lo stava aspettando al limite del bosco. Mentre avanzava cautamente, una zampa dopo l’altra sul terreno fangoso, il lupo si fermò: un tronco caduto, probabilmente reciso da un fulmine, gli ostruiva il passaggio. Con un abile balzo lo superò e continuò il suo viaggio, con la preda stretta saldamente tra le fauci. Non voleva di certo rischiare di perderla, la sua compagna aspettava i suoi cuccioli e non poteva rischiare che non si nutrisse a dovere. Quando arrivò al limite del bosco e non vide la sua femmina, si spaventò. Dove era andata? Non si allontanava mai se lui non era presente. Non perché non sapesse difendersi da sé, ma perché rispettava il comportamento protettivo che lui aveva verso di lei. Non poteva essersi allontanata di molto…Annusò l’aria, ma vi trovò solo una traccia lieve. Dimenticata la preda, guadagnata con fatica, si mise a correre. Doveva trovarla, esso non poteva stare senza di lei. Dopo molti metri, percepì un altro odore, molto forte, che si sovrapponeva al suo. Il lupo conosceva bene quell’olezzo. Era odore di uomo. Quella creatura umana, aveva già provato a cacciarli una volta, ma lui, astutamente, era sempre sfuggito. Ora doveva solo sperare che non fosse troppo tardi per lei. Quando l’odore si faceva più forte fino a coprire totalmente quello della sua compagna, si preoccupò molto: perché il suo odore stava perdendo nitiditezza? A meno che…No! Non voleva pensarci. Doveva solo trovarla, e in fretta! Quando vide delle luci rallentò, e passo dopo passo, si avvicinò a quell ‘accampamento e finalmente, dopo un po, lo vide; L’uomo stava urlando qualcosa, ma il lupo non riusciva a comprendere il linguaggio dell’umano. Ma vide perfettamente ciò che tirò fuori dalla sacca che portava con sè… Il corpo della sua amata; ormai privo di vita, e di quella dei piccoli non ancora nati. Il lupo sentì un dolore così straziante che per un attimo la sua vista si annebbiò. Quando si riebbe, pochi secondi dopo, la furia e la rabbia avevano preso il sopravvento al dolore e avevano un unico obbiettivo: L’uomo.Il lupo non poteva lasciare impunito l’assassino della sua famiglia. Alzò il muso fiero e orgoglioso nonostante il dolore e ululò con forza tutta la sua pena alla luna, che quella notte era piena e splendente. Con uno scatto, il lupo partì per cercare di raggiungere l’uomo, ma lo vedeva allontanarsi sempre di più e non riusciva a correre più velocemente. Quando, ad un tratto, gli parve di sentire una strana energia pervaderlo. I muscoli ripresero vigore, e in pochi balzi, riuscì a raggiungere l’uomo. L’uomo scese spaventato, guardò il lupo che si ergeva di fronte a lui, superandolo di molto in altezza, che si apprestava a saltargli addosso, così da poterlo sbranare. “Che cosa sei tu?” Urlò l’uomo in preda alla paura più nera. Il lupo, ora capiva cosa l’umano stesse dicendo, e anche se non capiva come ciò potesse avvenire, in realtà poco gli importava. L’unica cosa che desiderava era la sua morte. Così ringhiò contro la sua preda: “Sono il tuo incubo peggiore, sono ciò che è venuto per distruggerti, colui che punirà i tuoi crimini!”. Queste furono le parole che vennero udite dall’uomo, che, ormai preso dal terrore cercava, invano, di fuggire. Il lupo ora si ergeva sulle zampe posteriori, e con scatto si avventò alla sua giugulare. Il sangue caldo e viscoso che uscì dall’arteria lo ricoprì. Ma il lupo non se ne curò, anzi, provava piacere nel sentire il sangue della sua preda scorrergli addosso. Ucciso l’uomo, il lupo corse a cercare i resti della sua amata compagna, per porgere l’estremo saluto. Sapeva che non avrebbe mai più avuto un’altra compagna e ardeva di rabbia, poiché la morte dell’uomo non gli avrebbe riportato la sua amata, né restituito la famiglia che ancora doveva nascere. Stesa sul ciglio della strada, avvicinò il muso a quello della sua amata, lo strofinò contro il suo come era solito fare, ma non ricevendo la solita risposta sentì il suo cuore lacerarsi in mille pezzi. Giurò sulla luna che ogni uomo che avesse incrociato la sua strada sarebbe morto e pregò che essa gli desse sempre la forza necessaria per riuscirci. Perché, il lupo ne era sicuro, era stata lei ad aiutarlo: la luna che, udito il suo richiamo disperato e pieno di dolore, gli aveva donato il potere e la forza per raggiungere l’uomo e vendicarsi.. Poichè la luna aiuta i suoi figli. Al chiaro di luna, sancì il giuramento con un forte ululato e corse indietro verso il bosco. Ora, sapeva di avere un nuovo potere: il lupo sarebbe stato il flagello degli uomini, di quegli esseri umani orrendi che lo avevano privato dei suoi affetti più cari. La sua furia non si sarebbe placata se non con il sangue di molti uomini. Poco dopo, il dolore si sostituì alla rabbia e dai suoi occhi scesero lacrime silenziose color argento. Attendeva solo il momento giusto per attuare la sua vendetta: in una notte di luna piena.

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