Io e lei

Il calore del camino mi avvolge in questa serata strana, vuota, malinconica. Guardo l’orologio, mi alzo dalla scrivania, due passi e sono alla finestra: la campagna qua davanti sembra ballare, fronde e cespugli si muovono sinuosamente al ritmo del vento che sta pettinando da stamattina la valle. Mi giro, mi siedo sul piccolo termosifone sotto la finestra e mi guardo intorno: il solito sabato sera senza di lei.
Basta. Chi se ne importa di questo tempo infame, voglio vederla; prendo il cappotto ed esco deciso: stasera sarà mia.
Scendo le scale due alla volta, salgo in macchina e parto; appena cala il buio la città sembra riempirsi di chi non aspetta altro che le tenebre per uscire all’aperto. Coda al semaforo, il solito tipo che svolta a sinistra e tutti dietro ad aspettare… so di trovarla in quel locale, manca poco, sbrigatevi…
La solita fortuna: il parcheggio da lontano sembrava pieno ma un paio di posti ben nascosti ci sono ancora. Entro e mi siedo nel primo posto utile: il locale è davvero gremito, da qua ho un discreto panorama su tutti. Laggiù un gruppo di persone sta schiamazzando, evidentemente contenti di trovarsi lì tutti assieme; più appartate, coppie chiaramente in amore: lei che allunga la mano verso lui, là un abbraccio furtivo rivela una passione non indifferente. Osservo tutti mentre aspetto lei. Perché lei arriverà, lo so.
Tiro fuori distrattamente il cellulare, quasi mi aspetti chissà quali messaggi o telefonate, ma è solo un’apparente distrazione, la mia: l’attesa si fa spasmodica mano a mano che gli attimi passano.
All’improvviso sono attratto da una nuvoletta di fumo: è lei. Arriva a passo svelto, accompagnata da un tipo sorridente, e si ferma proprio davanti a me.
Poso il cellulare e la guardo soave: neanche mi accorgo di sorridere. Quel momento è valso uscire anche con un tempaccio della malora. Ne adoro le curve sinuose per qualche momento, poi mi decido: la prendo e l’avvicino a me. Poso le labbra su di lei e… mordo.
Si mangia veramente un’ottima pizza, al Concorde.

(NB Sì, lo so che il Concorde era una discoteca e non una pizzeria, ma se mettevo la foto di una pizzeria si svelava la sorpresa finale. E poi è bello ricordare i locali dei mitici anni 80 anche così)

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