Cuore mio

Velo, di una luce rarefatta da un’ ombra offuscata di poesia, ciò che il mio cuore esprime in quelle frasi disperate ed angosciate, che si divincolano in un prato di vocaboli, per urlare a te, quanto può far male il tempo di un attendere.
Offusco tra le pieghe sgualcite di un timido cuscino, impregnato di lacrime, il mio volto marmoreo, sconvolto dal dolore e lo nascondo nella penombra, per dissimulare chi sono.
Sono fantasma che scalpita in passeggiate notturne, inciampando nel tempo e fissando l’ oggetto statuario sul letto, che non da segni di vita, pur avendolo, oltre tempo a lungo cullato, dal mio sguardo annebbiato, in quella mia mano atrofizzata e smaniosa di quel suo squillo speciale, ora, lui stesso, agonizzante nella mia mente, spossata.
E mi divincolo tra racconti e commenti.
Indosso una veste d’ altri tempi, per mormorare note d’amore, sottotitolate ai presenti, affinché solo tu, possa captare, la principessa di cuori, silenziosamente riservata e solo di te, innamorata.
Oddio! Che imbarazzo!
Ha scritto troppo il mio cuore.
E’ ruzzolata via questa mia flebile maschera.
Ora, la mia anima è nuda, di fronte a te.
Hai scoperto chi sono.
Che caro, il mio cuore. Lui ha sempre ragione.

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