La voce di Poseidone

La spiaggia è quasi deserta in questo giorno di settembre, i raggi del sole mi scaldano la pelle bagnata per la recente nuotata. Ora non mi rimane altro da fare che stendermi al sole e leggere un buon libro. Mi immergo nella lettura, ma non riesco a isolarmi del tutto. Lo sciabordio leggero delle onde che si infrangono sugli scogli fa da sottofondo al racconto e mai come in quel momento il rumore del mare è stato appropriato al contesto.
Sto leggendo di Nola una quindicenne perdutamente innamorata di Harry un trentaquattrenne scrittore in cerca d’ispirazione. Ora i due innamorati sono in spiaggia in uno dei rari momenti spensierati della loro impossibile storia.
Il rumore del mare accompagna la mia lettura e la rende, se mai fosse possibile, più gradevole e avvincente.

Il mare è una cosa magnifica. Coinvolge gradevolmente i cinque sensi più di ogni altro elemento. Ci avete mai pensato?
Una giornata al mare è un’esperienza multisensoriale. Olfatto, tatto, vista, udito e perché no, gusto sono coinvolti in un unico piacevolissimo momento di beatitudine.
Non parlo delle spiagge affollate di bagnanti dei mesi estivi.
Lì le urla dei bambini mischiate a quelle dei venditori abusivi e a decine di altri rumori rendono impossibile ascoltare la voce rilassante del mare. L’odore dolciastro delle creme solari ne sovrasta il profumo delicato. Le file di lettini e di ombrelloni ne celano la vista.
E’ solo in momenti come questo che ne assapori in pieno l’essenza, speri che il tempo si fermi per prolungarne all’infinito la dolcezza.
Se il Paradiso esistesse è così che mi piacerebbe pensarlo.

25 Comments

Comments are closed.