La pianista di Anna Cibotti

Tema: Liscio

Le dita scorrono agili e leggere sui tasti lisci e lucidi di un pianoforte appena accordato, e un mulinello di note gioiose danzano nell’aria leggere come il volo di una farfalla.
Sono le mie mani quelle che premono sulla tastiera e creano quel contatto magico ed elettrizzante che produce quella musica.
Quella sensazione tattile mi riempie di una melodia interiore e, prima ancora di sentirne il suono, la sento espandersi nel corpo come un’erotica carezza.
Sono una pianista e sto suonando da ore.
Il trillo del telefono irrompe prepotente e spezza di colpo il piacere di quell’intimo contatto.
Mi alzo per rispondere e di colpo smette di suonare.
Mi risiedo davanti al pianoforte e con il dorso della mano sfioro tutta la tastiera, avanti e indietro, con la stessa voluttà di un amante in una carrellata di sensazioni e note discordanti.
I miei occhi hanno un abbaglio, o davanti a me c’è una fila di tasti che si deforma allungandosi all’infinito e curvilinea si perde in cielo?
Sembra un’enorme bocca spalancata i cui denti bianchi e neri, lucidi e sporgenti, nascondono labbra stirate in un ghigno.
Ne tocco uno.
E’ così liscio che sembra coperto d’olio, poi… mi sveglio di soprassalto.
E’ solo un sogno.
Non sono una pianista.

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