Ad occhi chiusi di Antonella Mattei

Tema: Freddo

Alla fine avevo accettato. Emozionata, eccitata, quasi trepidante. Ti ho visto inginocchiato su di me, forte, potente, con quello sguardo che mi attraversava e mi inondava come un fiume in piena: mi sembrava che il cuore dovesse scoppiare da un attimo all’altro; protendevo le mani ma non riuscivo a raggiungerti, ti tenevi alla giusta distanza per farmi impazzire di desiderio. Sapevi bene come tenermi sulla corda. La flebile luce della stanza non dura molto, tra le tue mani si materializza una sciarpa di seta nera. Avevo tentennato a lungo, non volevo, ma eri riuscito a far cadere ogni mia barriera. Come sempre. Ti allunghi su di me, il calore del tuo corpo mi fa fremere, lentamente mi copri gli occhi con la sciarpa e tutto scompare. I sensi si affinano all’istante, percepisco il tuo odore ma non ti trovo; le mie mani continuano a vagare in cerca di te. Sento i movimenti che compi ma non la tua presenza, il mio corpo è come una tela bianca pronta ad essere ricoperta da ogni sensazione. Mi aspetto da un attimo all’altro il tuo corpo caldo e invece, d’improvviso, un freddo crudele. Il contrasto tra ciò che aspetto e quello che provo è uno shock, un oggetto gelido mi attraversa il ventre fino allo sterno, è appuntito, ghiacciato; lo muovi con maestria e la sua parte piatta mi si adagia sullo stomaco. Il freddo diventa più inteso, forse quando capisco cosa è: un coltello dalla lama appuntita. Allungo di nuovo le mani, stavolta per fermarti e la lama mi finisce dritta tra le dita: gelida, mortale, implacabile; un oggetto nato per dare morte che a te da piacere; ne disegno lentamente i contorni mentre tu accompagni le mie mani, percepisco la sua lunga e fredda lama, mi aiuti a scorrerla su e giù fin sulla gelida punta tagliente e ne intuisco il suo potenziale letale. Mi piace. Lo lascio alle tue mani esperte e torni a disegnare strane geometrie sul mio corpo totalmente abbandonato, ti addentri in cerchi concentrici fino ad arrivare all’ombelico dove ti soffermi come affascinato, ogni volta che quel gelo implacabile mi attraversa trattengo il respiro, non so cosa vuoi fare, cosa puoi fare; ad un certo punto un dolore inaspettatamente piacevole mi sferza il corpo, sento un rivolo tiepido colare lentamente lungo i fianchi, quel contrasto mi fa desiderare ancor di più la lama gelida: non lo avrei mai creduto ma sono vicina all’orgasmo. Cerco ansiosa le tue mani: voglio ancora quel gelo tagliente, quel freddo sensuale che mi possiede, ed eccolo percorrermi come un amante esperto col suo filo di ghiaccio malvagio e appassionato, sale lungo il collo e si ferma dietro la nuca. Ora sento il tuo respiro affannato e la lama liscia e fredda su quella piccola porzione di pelle sotto i capelli. Inarco la testa andando incontro a quel freddo sublime e perdo completamente ogni inibizione dando pace a quella frenesia di piacere sensuale.

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