Jimmy Boo cerca casa

Tema: Il Quadro

Quella mattina nel regionale diretto a nord, si accorsero di un bagaglio dimenticato da qualcuno. Quel rettangolo piatto impacchettato in tanta di quella variegata carta e plastica e fermato da sottili corde, per quanto infilato in uno spazio sottile un poco più nascosto tra i sedili parzialmente chiusi dal vetro, era comunque di dimensioni nemmeno piccole.
Fecero per portarlo subito in un ufficio di cose smarrite non molto lontano da lì, ma uno dei due ragazzi lo prese così malamente che nel trasporto -in quel tratto di viale di shopping sempre piuttosto ghermito di passanti- l’imballaggio riuscì a rompersi svelando il misterioso contenuto. Uno dei due rimase a bocca aperta mentre l’altro esclamò diverse cose di cui non posso rendere degna coloritura e traduzione: Era un quadro indubbiamente realizzato con una capacità estrema e affatto comune.

I passanti si fermarono tutti creando un certo affollamento ed un silenzio catartico che sembrava non terminare; Un momento bellissimo che una ragazza spezzò con una risata fragorosa sempre più convulsa e a ruota dietro lei tutti quanti.
Dopo una notevole agitazione generale tra diti puntati di bambini presero con impaccio imbarazzato quel quadro, coprendolo mai abbastanza e con passo spedito finalmente arrivarono al grande laboratorio seminterrato, dove appunto ci stava un ampio spazio di recupero oggetti perduti anche di un certo valore. Mentre attesero il signore che ci lavorava, osservarono ammirati quelle poeticissime pennellate ad olio che trasparivano amore e contemplazione assoluti. Un anziano non distante lo guardava di traverso e con una faccia disgustata quasi fino al mal di pancia sbottò e se ne andò.
“Porca miseria se é bello… mi chiedo dove possa stare un capolavoro così, certo che poteva farlo più allusivo l’autore…che so una banana o una zucchina fatta bene, ne ho visti esposti”.
Col signore che finalmente arrivò giunse una tipica esclamazione di stupore in milanese, anche solo per la grandezza di quella tela e il riuscito impatto di colori complementari.
Nello stesso momento in altro lontano posto, una mamma preparava amorevole e trafelata i suoi bimbi per l’asilo e la scuola. La giovane Bianca era un tipino da messa ogni domenica, condotta esemplare e ben se ne guardava dal rendersi piacente per quanto dietro quegli occhialoni da forte miope quelle gonne pachtwork e quelle larghe felpe in pile color fluo ci stesse una bomba sexy.
Marco l’aveva aiutata tempo indietro attraverso la sua fede e i due si amavano moltissimo, tanto che delle rigidità mentali del marito su alcuni ambiti venivano accolte e e fiduciosamente rispettate sapendone anche le motivazioni dal passato.
Ma vi fu un tempo.
Prima di sposarsi quando non aveva un mondo di cose a cui badare e in momenti che nessuno potesse vederla, Bianca fin da piccola dipingeva trovandone la sua sola vera valvola di sfogo; Faceva sempre quello che le passava per la mente e adesso era dimentica di molte sue notevoli opere sia in cantina che per motivi lunghi a spiegarsi in giro per la città. Dunque forse per un intento inconsapevole decise di sistemare da cima a fondo il retro della casa.
Trovo’ un gran numero di sue meraviglie e capì che quei disegni e dipinti erano Lei, la sola cosa che ora le mancava seppure in una famiglia realizzata felice. Sentiva che tra quei bellissimi fiori nature morte e paesaggi mancava una ricca serie ancora, e anche se non ricordava la sua opera artistica più distinta e irriverente l’avrebbe ritrovata perché l’arcobaleno di sé stessa doveva essere completo e tale!
Da quanto so, Bianca sta realizzando ora il suo sogno. Nessuna buona mamma sacrifica la sua felicità ed i suoi sogni.
Mentre tra noi si aggira ancora un incorniciato enorme fallo eretto, certo sarà passato per posti strani ma chissà se nella moderna arte e in questo matto mondo Jimmy Boo possa trovare Casa.

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