Perché, dovrei?

“Non dovrei essere io a chiederti di darmi un motivo… l’amore non si chiede. L’amore c’è o non c’è”.
Questo, avrei potuto pensare o dire, tempo fa… ma sono cambiate molte cose, dentro e fuori. Oggi so che non è tutto nero o tutto bianco, esistono molteplici sfumature che conducono al tutto e al niente. Ci sembra in un modo e scopriamo che ci siamo sbagliati. Ci sembra di aver capito e un evento inedito arriva a sorprenderci. Accade, di continuo.
L’amore non si chiede? L’amore si dimostra, indipendentemente dai timori, dagli stupidi pudori e dalle mille riserve legate, per lo più, all’orgoglio?
Esiste un momento in cui possiamo avere la certezza di stare comportandoci nel modo giusto? E chi lo decide, poi, se sia o meno giusto? E confrontato con cosa… con chi?

Troppe domande che inducono a perdere tempo prezioso!
L’amore non si elemosina, certo ma è possibile rimanere ad attendere che si trasformi, godendone in toto, perché le miriadi di tinte che lo compongono sono più o meno accese, più o meno incoraggianti e noi, desideriamo amare ed essere amati, al punto da arrivare a mettere da parte l’orgoglio. Per un po’, vivendo di presente, senza ipotecare il futuro.
L’amore porta gioia ma sa riservare anche punte di dolore elevatissime. Ci conduce in stati di paurosa sofferenza e ci riporta a sentirci fanciulli che si trastullano nel gioco che chiamiamo complicità. Ci dona stati di pura euforia e anche solo qualche istante più tardi, può tramutarci in ectoplasmi che non si ritrovano nemmeno specchiandosi.
L’amore non metta sigilli e non pretenda risposte, l’amore si limiti a confondere e a regalarci attimi d’estasi che non si ripeteranno mai, nell’identico modo. E noi, lasciamo semplicemente che ci attraversi, quando appare nei dintorni, per non rischiare di sciupare il suo incanto!
Quindi, eccomi a dire a te, che oggi stai giocando con me… esiste un motivo per cui dovrei chiederti di darmi un motivo?

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