L’estremo sacrificio

Fuori concorso

All’inizio degli anni ’80 un gruppo di militari sudcoreani, durante una missione segreta verso la Nord Corea, sparì nel nulla e i politici di allora insabbiarono tutto, con la sicurezza che nessuno fosse sopravvissuto alla tragedia. Ventotto anni dopo, un giovane ragazzo di nome Lee fa tremare i politici e la polizia di Seoul; uomo avvolto dal mistero e distrutto a causa di un passato frammentato difficile e quasi impossibile da dimenticare. Costretto ad assumere una doppia identità sotto il nome di City Hunter una sorta di eroe/giustiziere capace di punire i più spietati criminali, è coinvolto in un piano di folle vendetta portato avanti dalla spietata ossessione di vendetta di suo padre adottivo: egli lo addestra sin da piccolo, come un guerriero, con il rigore, le pallottole e la durezza della vita nella giungla; il ragazzo all’inizio restio a combattere, da quando ha conosciuto il suo passato(infatti il suo vero padre morì durante la spedizione), decide poi di unirsi nel progetto di vendetta del padre e, dopo anni di allenamento, armato di tanto denaro, super mezzi tecnologici e abilità nelle armi e nella lotta, si trasferisce a Seoul riuscendo a farsi assumere nel gruppo di sicurezza informatica della Blue House per le sue doti informatiche.

Contrario a spargere del sangue innocente, è consapevole che la sua vendetta porterà solo tristezza e morte, così preferisce combattere in nome della giustizia per punire i criminali anche se è costretto a sfuggire quasi sempre alla legge. Egli ha vissuto un’infanzia difficile, privata di tutti gli affetti (in particolare quello materno) e carica di violenza, eppure ancora capace di provare sentimenti come l’amore, la pietà, il rispetto e di desiderare esclusivamente una vita normale; sa di essere in pericolo ogni momento, e questo lo porta ad essere scontroso, introverso con i colleghi di lavoro. Il destino vuole che incontri e si innamori perdutamente di Kim NaNa: una giovane che vive sola, che per cercare di sopravvivere, pagare l’affitto e curare il padre, si divide tra i suoi lavori part-time. Un giorno, dopo sacrifici arriva il sospirato lavoro: la ragazza entra anche lei a far parte del gruppo sicurezza della Blue House ricoprendo il ruolo di bodyguard. Anche se la parola Amore è bandita dall’esistenza di Lee (non avrebbe mai messo a repentaglio la vita delle persone che ama), arriva all’improvviso e anche Nanà si innamorerà: entrambi veglieranno l’uno sull’altra per proteggersi a vicenda. Ma un giorno qualcosa andò storto: City Hunter, entra in azione e organizza un piano per smascherare un presidente politicamente corrotto e accusato di sottrazione di denaro pubblico destinato ai poveri. Ignaro che anche Nanà fosse li, con astuzia, entra in casa del presidente e apre la cassaforte che conteneva documenti segreti; ma una spia del presidente, lo scopre e lo cattura. City Hunter si ritrova legato con delle corde in una cantina e accerchiato da altre spie, è minacciato di morte. Riesce a malapena a dimenarsi, poiché la droga iniettatagli, gli impedisce di reagire, così privo di forze sviene. Nanà vedendolo in pericolo, irrompe nella stanza e comincia a lottare abilmente contro tutte le spie. È chiaro che volesse salvargli la vita; più volte gli aveva dichiarato il suo amore a parole, ma Lee continuava a respingerla facendole credere il contrario, solo per proteggerla. Ma ben presto, la spia messa KO da Nanà, prende una pistola e spara in direzione di Lee. A Nanà rimane un’ultima occasione per salvarlo ed è in quel preciso istante che, mossa da forte sentimento, si sente in dovere di aprire definitivamente il suo cuore così: gli fa da scudo con il proprio corpo beccandosi il proiettile al posto suo. Crolla così tra le braccia del suo amore. Lee sconvolto la stringe forte a se, ma poi mosso dalla rabbia e dalla sete di vendetta, si scaglia contro l’uomo colpendolo più volte in viso, fino a fargli perdere i sensi. Poi lentamente torna da lei, la afferra tra le sue braccia e con il viso pieno di ferite e gli occhi lucidi, sconvolto chiama il suo nome:<< Nana,perché? Perché lo hai fatto? Dammi un solo motivo, ti prego!>>

e lei:<< Perché mi hai già salvata due volte ed era il minimo che potessi fare per te. Tu mi odi, vero? Vorrei tanto che dicessi di no… Volevo solo dirti grazie.>>

Lee la incita a non sforzarsi, ma in preda alla paura di perderla, comprende finalmente il vero motivo di quel gesto folle e improvviso e continua: << Perché mi sei corsa incontro e ti sei fatta colpire al posto mio?>>

e Nanà: <<Perché ti amo e senza di te non vivo; lo so che mi odi, ma ho capito che preferirei morire io per prima, piuttosto che saperti morto; grazie a Dio non sei stato colpito>>

Dopo queste parole, la ragazza si accascia al suolo e lentamente lascia cadere la sua mano che fino a qualche secondo era stretta in quella di Lee. Nanà muore sotto i suoi occhi, sacrificando la sua vita per lui. Un ultimo atto d’amore estremo. E poi, nel silenzio un grido straziante di dolore, irrompe in tutta la stanza: tra le sue braccia, Lee stringe ancora il corpo della sua amata, ancora caldo… un ultimo bacio d’addio per suggellare sulle sue labbra e imprimere nel suo cuore, il ricordo del loro grande amore. Forse non subito, ma più in là, quella perdita così inaspettata e prematura, gli avrebbe dato la forza per portare a termine la sua missione e un nuovo motivo per cui vivere.

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