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Il volo di Teresa… (Oltre il Cancello) di Panella Franca

Il volo di Teresa... (Oltre il Cancello)

Tema: La ricerca della felicità 

Autore: Panella Franca

immagine di Annamaria Ciatti
“Tutto quello che sognavo era in fondo alle scale, oltre il Cancello. Le mie fantasie correvano su quella collina colorata di verde. Ci facevo capriole tutto il giorno mentre ero sul balcone della mia camera. Mia madre era giù in cucina. «Teresa!» mi chiamava a gran voce.
Io la sentivo ma non distoglievo gli occhi da quello che vedevo davanti a me. Le rispondevo forte «Scendo tra un po’.»
E intanto attendevo i miei 18anni, per volare via sulle ali della libertà e non vedevo l’ora… Emilia Olivelli e Pietro Gemmini, i miei genitori, abitavano la vecchia casa che i bisnonni materni avevano lasciato. Un palazzetto in pietra antica in cui si contavano oltre al piano terra altri due piani. Eravamo in dieci, più un gatto, Gegio.”
 
Gli interni della casa erano molto singolari. Gli arredi, i colori, gli ornamenti, erano casualmente in armonia. La casa viveva della stessa vita di chi vi abitava. Parole immagini e colori si mischiavano al resto. I più piccoli, ad esempio, avevano il permesso di esporre i loro disegni dove volevano. Lo stesso era concesso a chi scriveva, si poteva esporre poesie o, anche, si poteva leggerle dopo cena. Altri si cantava e si suonava nel fine settimana. Ognuno poteva aprirsi agli altri comunicando le proprie passioni.
 
I fratelli di Teresa, erano tutti maschi. Tre prima di lei. Quattro dopo. Il rosso dei capelli era il colore più diffuso in famiglia. Lo avevano preso perlopiù da Pietro. Solo due erano di un caldo castano come quello di Emilia. Gli occhi invece erano vivaci e vari. Alcuni verde bosco altri di un nocciola intenso, ma tutti bellissimi.
 
La vita in casa Gemmini aveva i ritmi comuni di altre famiglie. Emilia si svegliava presto affinché fosse tutto pronto per la colazione. Dopo tutti uscivano, Pietro per aprire il suo studio medico e i ragazzi per correre a scuola. Emilia aveva un bel da fare fino al pranzo e per quell’ora si attendeva che rientrassero tutti, per ritrovarsi a condividere le novità della giornata.
 
Teresa, il più delle volte, raggiungeva il suo papà allo studio. Attendeva anche l’ultima visita e poi bussando alla porta chiedeva il permesso di entrare. Pietro ormai si era abituato alle sue visite e quando Teresa non passava di là, le mancavano tanto. Aveva un fare delizioso Teresa, circuiva il suo papà con mille moine, passeggiava su e giù per lo studio raccontando ogni esperienza condita con la sua fantasia. Poi si sdraiava con leggiadria sul lettino e con voce sognante confidava i suoi desideri al papà. Pietro l’ascoltava rapito. Gli sembrava un miracolo quella ragazzina. Aveva racchiuso in sé i caratteri più belli e misteriosi di entrambi, i suoi e di Emilia. Un po’ si rattristava, quando la sentiva parlare di viaggi sulla Luna. Comprendeva la sua voglia di uscire dalla piccola realtà del Borgo, pur amandolo. Allora si faceva più serio, spariva dal suo volto quel sorriso compiaciuto e le diceva «Teresa, amore, hai appena tredici anni, c’è ancora il liceo dopo si vedrà!» detto ciò, Pietro si alzava dalla sua poltrona prendeva la sua giacca la borsa e abbracciando Teresa si avviavano verso casa.
 
Quegli anni corsero via come cavalli bianchi sulla spiaggia, tra onde spumeggianti e criniere agitate dalla dolce brezza. Fu un’infanzia felice e un’adolescenza piena di emozioni. Poi i ragazzi crebbero. I più grandi ben presto lasciarono casa e si trasferirono altrove per gli studi universitari. I più piccoli erano già alle superiori. Teresa era ancora indecisa se restare sulla Terra o scappare sulla Luna.
 
“I miei tanto attesi 18 anni arrivarono e sperai durassero tutta la vita. Furono dei diciott’anni lunghi e felici. Pieni colorati saltellanti e profumati. Per quanto li amassi vivere a quel modo, con i miei amati genitori Emilia e Pietro, e i miei 7 fratelli non riuscivo a non sognare la mia vita altrove. E quel momento arrivò…”
 
Era di ottobre. Teresa amava lo scozzese. Lo aveva nella gonna a portafoglio, nei calzettoni rossi e blu, perfino nell’elastico dei libri. Era una fissazione, però le stava bene, coi suoi capelli di un Tiziano rosso facevano un matrimonio in armonia. Quella mattina scese le scale pronta, completa con la sua valigia. Giù ad attenderla era riunita tutta la famiglia. Qualcuno col sorriso e qualche altro con la lacrimuccia. Poi Pietro si fece avanti a farle un complimento e lei si tuffò fra le sue braccia a strofinarsi il cuore. Emilia avanzò un po’ indecisa e tutti poi si strinsero in un abbraccio. Il taxi era già in strada che l’attendeva e, dopo le ultime raccomandazioni, Teresa uscì in fretta e si girò a salutarli oltre il Cancello.
 
La videro partire per la sua nuova vita, spiccare il suo volo, tutti pensarono, verso la felicità…

2 Risposte a “Il volo di Teresa… (Oltre il Cancello) di Panella Franca”

  1. Ben raccontato.
    Sarebbe forse necessario tratteggiare di più i profili psicologici dei personaggi.
    E fare accadere fatti, raccontare storie di vita più piene di pathos

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