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D’inverno, un vagabondo di Sebastiano Impalà

D’inverno, un vagabondo di Sebastiano Impalà

Tema: Sette parole (Irradia)sebastiano

Poso le mani
sul collo
della notte
fra cirri spenti
ed avidi pensieri.

Lungo la via
del silenzio,
percorro a fari spenti
la mia noia,
trattando con astuzia e noncuranza
l’infido verso
che colpi’
l’aurora.

Di giorno
vado scalzo per torrenti,
selvaggio senza scarpe
e senza idee
cercando fra rigagnoli
d’azzurro
l’ultimo sorso
di esistenze spente.

Vivida luce
che s’immerge
nel semplice migrare
di emozioni,
fruscianti creature
mi accompagnano
nell’ultimo passaggio
di stagioni.

L’inverno ha sepolto
anche il mio cuore
ma irradia calore
nel mio cielo,
di sogni e di passioni
mai sopite.

31 Risposte a “D’inverno, un vagabondo di Sebastiano Impalà”

    1. Ringrazio te Irma e tutti coloro che hanno letto e commentato la mia poesia

  1. Il vagabondo, in inverno, rende perfettamente l’idea dei tempi negletti in cui stiamo vivendo. Una totale insensibilità verso i bisognosi.

  2. voto questo testo.
    La poesia trasmette positività, credere nei sogni, nonostante tutto. 🙂

  3. voto questo testo leggendo questa poesia la mia mente si immerge nella natura

  4. Voto questo testo
    Verso splendidi, nei quali la disillusione lascia comunque spazio, alla fine, alla voglia di continuare a credere nei propri sogni.

I commenti sono chiusi.