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Route 66 di Anna Cibotti

Route 66cibotti

Tema: Benzina

Caldo.
Troppo caldo in quelle prime ore di un pomeriggio di luglio.
OONA era seduta sulla vecchia sedia di vimini all’ombra esigua della pompa di benzina che gestiva da tempo con ALAN, suo marito.
Se ne stava a gambe larghe e il vestito leggero gli si appiccicava alle cosce abbronzate e madide di sudore.
Quella posa scomposta le dava un’aria sciatta che, anche se non volgare, la faceva sembrare uno straccio sporco da buttare.
I capelli lunghi incollati alla faccia, dato che non li raccoglieva, le coprivano le spalle ossute e sporte in avanti a seguire le braccia abbandonate sulle ginocchia.

Il suo sguardo era spento e perso in direzione di quella deserta e assolata ROUTE 66.
Da qualche anno il traffico era rallentato.
Con il declino di quella famosa strada che attraversava gli Stati Uniti da Chicago a Los Angeles, dopo la creazione delle autostrade, le attività avevano subito un graduale tracollo e la modesta stazione di servizio di OONA stava sopravvivendo a fatica.
Ma non era quello, o non solo, che le aveva distrutto l’esistenza.
Quell’odore pungente di benzina che nei primi anni non la disturbava più di tanto, aveva pian piano annullato qualsiasi altro odore.
Le era entrato nel naso, nella pelle, nel cibo, in casa, nella biancheria, nel letto.
Le stava bruciando il cervello e… ALAN rideva di lei.
Era come se l’olfatto perso da lui, a seguito di un forte raffreddore, avesse potenziato il suo e assopito tutti gli altri sensi.
Giorno dopo giorno, OONA si trovava a guardare per ore quella strada di cui non vedeva la fine.
Voltava la testa a destra e sinistra e non vedeva niente.
Sentiva solo quell’odore.
Puzza insopportabile!
Non contava nulla lavarsi e rilavarsi.
In lei tutto odorava di benzina.
Quel pomeriggio le ore passavano lente e nemmeno un auto aveva rotto il silenzio e quella noia mortale.
OONA era infelice mentre ALAN, come al solito, dormiva.
No, si era svegliato.
La puntina del giradischi gracchiò sul vinile, poi la voce di Bob Dylan che cantava “Like a Rolling Stone”, si sparse nell’aria in tutta la sua suggestiva bellezza.
ALAN adorava quel pezzo e anche lei, ma quel giorno…
Non è passato nessuno, tanto vale!
Si avvicinò alla pompa, tolse l’erogatore e lascio scorrere la benzina a terra.
Accese una sigaretta e la buttò sul liquido viscoso e puzzolente.
“Noo…”
ALAN fece appena in tempo a emettere quel grido.
OONA corse via.
L’incendio si confuse nel tramonto infuocato del sole che illuminava l’Ovest e il crepitio delle fiamme lo sentì soltanto lei.
Se le avessero chiesto cosa era successo OONA avrebbe risposto che quell’odore non lo sentiva più.
Ma ne era proprio sicura?

22 Risposte a “Route 66 di Anna Cibotti”

  1. Voto questo testo
    L’odore della benzina è protagonista assoluto nella narrazione.

  2. Seguo sempre la Signora Anna e non mi ha deluso nemmeno questa volta. Aspetto il suo prossimo libro.

  3. voto questo testo. Stile di scrittura inconfondibile, essenziale e di grande effetto

  4. Non dovrei ma questa donna dopo avermi fatta pena mi é risultata simpatica.
    Lo voto

  5. tu non sai quanto io comprenda lo stato mentale di questa povera donna! Voto per questo testo

  6. la ribellione all’indifferenza , alla noia , alla morte.

    Voto questo testo

  7. Voto questo testo
    una carezza al tuo cuore, come sempre ” un talento “

I commenti sono chiusi.