Penultimo podioPenultimo podio: i vincitori di Novembre

Eterno ed Enigma, due tematiche davvero affascinanti per le possibilità aperte verso creazioni infinite ed estremamente complesse, anche se, a dire il vero, le nostre Penna hanno preferito di gran lunga comporre testi ispirandosi a Eterno, argomento di più ampio respiro, piuttosto che a Enigma, più difficile da rendere interessante in 5000 battute.

Solo Settimo Enigma (lo pseudonimo già la dice lunga…) ha scelto il mistero proponendo un testo accattivante, Sì, ma perché? che ha fatto arricciare le sopracciglia a molti. E, forse, dato che l’Enigma proposto non è stato ancora svelato, magari, sotto tortura, riusciremo ad estorcergli la soluzione.

In ogni caso, questo nostro penultimo podio è stato raggiunto da tre bravissime autrici: Anna Ciraci con il breve ma intenso racconto L’essere eterno; il secondo posto è stato occupato da Claudia Lo Blundo con Un eterno grazie; al primo posto svetta Maena Delrio che taglia il traguardo con il testo Ali arancioni.

Il nostro sentito GRAZIE va a tutti gli autori che hanno partecipato, anche a quelli fuori gara e ricordiamo agli affezionati fan che il prossimo appuntamento è previsto per la prima domenica di dicembre (domenica 3), ultimo appuntamento per questo sfavillante 2017.

5 Comments

  • Brava! Però non mi convince, se la montagna è la stessa, la strada che conduce alla casa deve per forza essere una sola… Praticamente lui percorre solo rasentando la parete del monte… Allora? qualcosa mi manca ancora. Grazie Irma. <3

  • SettimoEnigma

    Visto che il mio socio è stato bloccato sui gruppi e io non ho un profilo Facebook, spiegherò qua la soluzione.
    L’andatura “come se fosse in una barca” può avere diversi significati, in una persona. Appena ho scoperto che Federico vive in montagna ho subito immaginato che il suo problema fossero le vertigini (e uno dei sintomi rivelatori di una persona che soffre di questo malessere è proprio quell’andamento) e ho provato ad immaginare che Federico scelga la sua strada in base alla vicinanza alla montagna, così da non essere sulla corsia vicina allo strapiombo. Quindi gli ho detto: “Percorri ogni volta la corsia che si trova a fianco della montagna, quindi giocoforza un versante la mattina e l’altro la sera” e l’ho centrata.
    Semplice, no? 🙂

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