Luglio: Inferno, Purgatorio e Paradiso

Luglio: Inferno, Purgatorio e Paradiso

7 giorni di follie, Annunci e News

Luglio: Inferno, Purgatorio e Paradiso

Chi ha vinto e… Buone vacanze!

Carissime Penne,
anche in questo 2018 è arrivato Agosto, mese canonicamente dedicato alle ferie estive, al sole e al mare.

Ma non vi abbandoniamo prima di dirvi chi sono i vincitori che chiudono la prima metà dell’anno. Dai temi Inferno, Purgatorio e Paradiso è uscito un poker di regine che non sarebbe battibile neanche da una scala reale. Un podio, per questa edizione, molto affollato!

Il Friendly Award, aggiudicato al brano che ha ricevuto più voti sul blog, non tenendo conto quindi della valutazione dei giurati, va a Come il padre vostro… attendo nell’altro regno di Giuliana Guzzon.

Le prime posizioni assolute invece sono:

Al terzo posto Sfioriamoci di Luisa Cagnassi.

Il secondo gradino se lo dividono Passione Infernale di Tiziana FrandinoCome il padre vostro… attendo nell’altro regno di Giuliana Guzzon.

Al primo posto assoluto per Una giornata di calma cercata di Anna Ciraci.

Per la prima volta in tre edizioni il Friendly Award e la prima piazza vanno a due brani diversi, ma siamo sicuri che questo avvenimento si ripeterà.

Per finire vi annunciamo che, per questo mese, 7 Giorni di Follie chiude i battenti e si ripresenterà a Settembre.

Sperando di ritrovarvi carichi di energie e creativi dopo le vacanze, vi salutiamo porgendo i nostri complimenti ai vincitori e a tutti i partecipanti.

Una giornata di calma cercata di Anna Ciraci

Una giornata di calma cercata di Anna Ciraci

Una giornata di calma cercata

Tema: Inferno

Passeggiavo a piedi nudi sulla sabbia. Il sole picchiava forte sulla mia testa e quasi mi bruciava le spalle ancora rifugiate sotto la maglietta.
Cercavo un posto tranquillo dove affondare il mio ombrellone, sufficientemente lontano dal vociferare dei bambini.
Percorsi tutta la spiaggia fino infondo, sembrava che si fossero messi tutti d’accordo, là dove trovavi la coppia di anziani intenti a fare le parole crociate e leggere il giornale, immediatamente in parte sostava la nidiata di 25 pargoletti tutti intenti a correre, a lanciare la palla, o a reclamare il proprio pasto a pieni polmoni.
Non ne ero infastidita, di norma, trovo piacevole questo tipo di alternanza, è come guardare il ciclo della vita al completo racchiuso in cinque metri quadrati, è divertente, solo che oggi sentivo una vera e propria necessità di farmi accompagnare dalla pace.
Risalii gli scogli e cercai su altre rive. Passai tre bagnasciuga diversi prima di approdare su un antro spiaggiato dove bastava la mia asciugamano a riempirlo.
Un idillio, mi piazzai nel mezzo e affondai il mio parasole nella battigia.
Mi spogliai, spalmai la crema, presi il mio tablet mi stesi sulla mia “due piazze” raffigurante uno splendido giaguaro nella giungla, un cuscino gonfiabile sotto il collo e, finalmente all’ombra, mi dedicai alla lettura di “L’anamotista” di Diana Lama.
Non durai molto, la brezza del mare mi accarezzava le guance, il vociare era così lontano da sembrare una musica sottile e li suono delle onde mi dondolava come fossi realmente cullata.
Partii così per un sonno lontano e profondo.
Ricordo di aver sognato una lunga tavolata, quasi infinita, a stento riuscivo a scorgere il viso del capotavola, intorno alla quale erano seduti i miei parenti, tutti quanti, quelli ancora in vita e anche quelli che, col tempo, se ne sono andati. Discutevano animatamente, sembrava una di quelle riunioni in cui bisognava prendere una decisione importante, di vitale importanza, ma ognuno di loro aveva una propria opinione in contrasto con tutti gli altri e il risultato era una confusione assoluta senza né capo ne coda.
Arrivai dal nulla al cospetto di questa adunanza e di colpo tacquero tutti, lo sguardo era cupo e severo, qualcuno addirittura si alzò additandomi, il tutto in un silenzio quasi tombale.
Cominciai a sudare, quasi colpevole di chissà quale oscuro reato avessi commesso, sprofondai nell’angoscia più nera e non ostante tutto, con un fil di voce, riuscì a dire un fievole “Buongiorno”, poi tutto svanì, così, di colpo, come si era presentato. Tutto tranne il sudore, sentivo caldo, un caldo atroce, rovente.
Mi svegliai di soprassalto, ansimante e grondante, col sole già alto, un’ustione di terzo grado su tutto il corpo, la testa che girava come se avessi bevuto otto litri di vodka e tutto lo smarrimento che ne consegue. Chiamai un’ambulanza.
Pare che il mio ombrellone avesse preso il largo ancora tre ore prima con un soffio di vento.
A tutt’oggi non so se ritenere più terrificante l’essermi sentita scaraventare tra le fiamme dell’inferno dai miei, senza neppure avere un equo processo dove far valere le mie eventuali ragioni, o la sensazione d’esserci davvero stata, all’inferno intendo, al mio risveglio.

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Come il padre vostro… attendo nell’altro regno di Giuliana Guzzon

Come il padre vostro… attendo nell’altro regno di Giuliana Guzzon

Come il padre vostro… attendo nell’altro regno

Tema: Inferno

COME IL PADRE VOSTRO
…attendo nell’altro regno…

Imprevedibile, magico, affascinante
strumento del bene o del male
con forza vitale o letale
sono in attesa oltre la vita.

Vi dono ciò a cui aspirate
sono Dio o son Demonio
non lo saprete mai
ma le mie fauci sono la porta
che la vostra anima cerca.

Velluto nero coprirà le vostre spoglie
mentre la vostra speranza
ultima a morire
giace sepolta
al mio fianco
e non tornerà.

Io mi prendo cura
delle vostre lacrime
asciugandole
per sempre…

***Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant’è amara che poco è più morte.***
(Dante Alighieri – Divina Commedia, Inferno, Canto I°)

La Foresta Nera é a un passo!
Misteri, pericoli, animali selvatici e furtivi.

“Muti dolori implorano un lamento
in lande di silenzio, sconfinate;
le colpe antiche invocano un tormento
a lenire condanne inespiate.”

Spiriti silvestri, orchi e predatori, vigilano appostati tra il fitto degli alberi…
Nei sentieri segreti le presenze alate di Angeli e Demoni sono i guardiani che attendono l’arrivo del trapasso delle anime.

“Vincitori sconfitti, crocifissi
in bolge d’impossibile, tramonti
in abissi infiniti e tumultuanti.”

La notte eterna, trasformata dall’oscurità del bosco, é a un passo da Caronte.
L’aria si fa densa…

“Bufere di visioni, apocalissi,
file confuse, in labili orizzonti
di spettri in saio nero, allelujanti…”

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Passione Infernale di Tiziana Frandino

Passione Infernale di Tiziana Frandino

Passione Infernale

Tema: Inferno Purgatorio Paradiso

L’inferno è quando non sei con me.

Nubi rosso fuoco mi avvolgono,
non mi fanno vedere la via per arrivare alla tua anima.

Perché è così difficile essere amata?

Il tuo cuore ascolta il mio grido,
ma…
non vuole arrendersi a questo sentimento che…
ci travolge ogni volta che siamo solo io e te.

La nostra lo sai,
è una passione che ci insegue dall’inizio dei tempi,
e che ci perseguiterà fino alla fine del mondo.

Perché noi due amore siamo destinati a inseguirci
come fanno il giorno e la notte
senza trovare mai un posto dove incontrarci.

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Sfioriamoci di Luisa Cagnassi 

Sfioriamoci di Luisa Cagnassi 

Sfioriamoci

Tema: Inferno Purgatorio Paradiso

Sfioriamoci
Salgo sull’autobus, invaso da una sorta di inquietudine. Succede ogni volta che percepisco la tua presenza attraverso la scia del profumo che indossi: inebriante, caldo e irresistibile.
Ora, d’improvviso, ecco che vedo te, la mia ossessione. Il tuo profumo mi avvolge e dimentico tutto il resto. Una signora mi guarda perplessa, indaga sul nostro atteggiamento indiscreta, ci spia: il mio disagio trapela. Forse sa del mio tormento.
Stamattina mi sorprendi e siedi proprio qui, di fronte a me e respiro la tua fragranza, mentre continui a sfogliare il libro, lo sfoggi quasi fosse un abito firmato. Alzi il viso mi osservi per un lungo attimo, vuoi memorizzare il mio volto e io divento pazzo, per un attimo sono in Paradiso.
E mi perdo dentro quegli occhi neri come la pece. Non connetto e inizio a sfiorarti con lo sguardo, immagino che il gioco ti esalti, che dietro alla tua gelida apparenza, come un ragno stia tessendo la tela, e sarò io la tua preda, lo sento quasi fosse un presagio..
Sfogli le pagine con voluttà mentre accavalli le gambe sinuose, capaci di ballare, di far girare la testa. Provo un fremito di piacere, sfioro la tua figura e immagino di inspirarne il profumo.
Cedo alla tentazione, il gioco è pericoloso, lo so, un malizioso sorriso si accende sulle tue labbra sensuali, interrotto dal passaggio di un uomo: lui ti guarda affascinato rallentando il passo, m’infastidisco. Lo ignori e finalmente sparisce. Le fiamme dell’inferno ora mi avvolgono.
Ed eccoti di nuovo lì, statica e in apparenza lontana, mentre sto farneticando dentro un’illusione, divento una pagina di quel libro dalla copertina rossa, e mi sento lambire dalle tue dita ardenti
Quasi fossimo soli io e te, ti possiedo con la mente, ti faccio mia anima e corpo, inspiro la tua essenza. Il piacere è un’estasi di sensazioni, lo percepisco, rispondi alle mie carezze immaginarie. Avverto lo spasmo del corpo che, con un mossa impercettibile, risponde. Distendi le gambe, simili al lancette che segnano il tempo, il nostro. Un invito a non smettere, scandiscono il ritmo dei nostri battiti, mentre i miei occhi sono colmi di te. Io, preda consapevole, sono in balìa di una pericolosa avventura. Forse mi ucciderai alla prossima fermata, che ignoro, o al futuro incontro casuale. Del resto il tuo sguardo mi aveva avvertito. Adesso questo viaggio lo proseguo insieme a te, entro in una sorta di limbo o forse è il purgatorio. Espiare le mie colpe? No, non ora
L’eccitazione è tale che non so se riuscirò a trattenere i miei sensi, la fronte gronda di sudore e intanto ti mordi le labbra, sensuale. In quell’istante i nostri fremiti si uniscono, il ritmo è lo stesso, è un delirio possedersi col pensiero. Mi guardi e i battiti hanno la stessa cadenza, accelerano insieme, lo sento. Le tue gambe si tendono ancora, ansimi e ti sfugge lieve un gemito, mentre pieghi il capo al’indietro e io respiro il tuo piacere mentre, appagata, socchiudi gli occhi un attimo.
Il libro rosso ti scivola dalle mani, restiamo immobili io e te, insieme, assaporiamo il Paradiso.
Poi, immerso in un lussurioso connubio di emozioni, fingendo di non vedere gli sguardi altrui, mi perdo di nuovo in questa scellerata agonia…

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