Lei, lui, l’altro

Lei, lui, l’altro

7 giorni di follie, Annunci e News

Lei, lui, l’altro

Cambia la formula e cambio il sistema di votazione

Maggio ha riportato il contest, 7 giorni di follie, fra le pagine del blog, grazie alla fervida fantasia delle nostre Penne e l’argomento era piuttosto flessibile: Lei, Lui, l’Altro… o l’Altra, a seconda dei casi.

La nuova formula prevedeva la possibilità di scegliere uno, due o tutte e tre le opzioni (Lei, Lui, l’Altro), senza alcun limite al genere consentito, garantendo, in questo modo, la massima duttilità. E le nostre Penne si sono davvero espresse, ritrovando un grande entusiasmo.

Per votare i testi basta cliccare sul “grande” tasto verde che troverete in fondo a ogni composizione (lo stesso che potete vedere in fondo a questo articolo!), proprio prima dello spazio dedicato ai commenti. E, a proposito di questi ultimi, benché non siano più essenziali ai fini della votazione, è ovvio che sono sempre e comunque graditi.

  1. Piccolo sole mio di Maena Delrio
  2. Mancanza di Maena Delrio
  3. Conforto di Maena Delrio
  4. La mia musica sei tu di Renata Morbidelli
  5. Tristezza di Stella Castolo
  6. L’amore arriva all’improvviso di Anna Cibotti
  7. Estemporaneo divertissement di Gabriella Grieco
  8. Omologazione ed uniformità. Un’ossessione post moderna di Antonella Di Leonardo
  9. L’ombra di Gabriella Grieco
  10. Nel mezzo, L’Altro di Anna Ciraci
  11. Un’altra me di Rossella Gallucci
  12. Lui, la tua ossessione di Luisa Cagnassi
  13. La stella che ferisce di Claudia Lo Blundo Giarletta
  14. Addio di Tiziana Frandino
  15. Scrivo parole d’amore… ho imprigionato con te la luna in una tela di Giuliana Guzzon

 

 

 

Lei, lui, l’altro

Lei, lui, l’altro

Lei, lui, l’altro

Cambia la formula e cambio il sistema di votazione

Maggio ha riportato il contest, 7 giorni di follie, fra le pagine del blog, grazie alla fervida fantasia delle nostre Penne e l’argomento era piuttosto flessibile: Lei, Lui, l’Altro… o l’Altra, a seconda dei casi.

La nuova formula prevedeva la possibilità di scegliere uno, due o tutte e tre le opzioni (Lei, Lui, l’Altro), senza alcun limite al genere consentito, garantendo, in questo modo, la massima duttilità. E le nostre Penne si sono davvero espresse, ritrovando un grande entusiasmo.

Per votare i testi basta cliccare sul “grande” tasto verde che troverete in fondo a ogni composizione (lo stesso che potete vedere in fondo a questo articolo!), proprio prima dello spazio dedicato ai commenti. E, a proposito di questi ultimi, benché non siano più essenziali ai fini della votazione, è ovvio che sono sempre e comunque graditi.

  1. Piccolo sole mio di Maena Delrio
  2. Mancanza di Maena Delrio
  3. Conforto di Maena Delrio
  4. La mia musica sei tu di Renata Morbidelli
  5. Tristezza di Stella Castolo
  6. L’amore arriva all’improvviso di Anna Cibotti
  7. Estemporaneo divertissement di Gabriella Grieco
  8. Omologazione ed uniformità. Un’ossessione post moderna di Antonella Di Leonardo
  9. L’ombra di Gabriella Grieco
  10. Nel mezzo, L’Altro di Anna Ciraci
  11. Un’altra me di Rossella Gallucci
  12. Lui, la tua ossessione di Luisa Cagnassi
  13. La stella che ferisce di Claudia Lo Blundo Giarletta
  14. Addio di Tiziana Frandino
  15. Scrivo parole d’amore… ho imprigionato con te la luna in una tela di Giuliana Guzzon

 

 

 

Riprende il contest con alcune novità

Riprende il contest con alcune novità

7 giorni di follie, Annunci e News

Riprende il contest con alcune novità

Dopo un paio di mesi di riflessione riprende il contest 7 giorni di follie con alcune novità che piaceranno, sicuramente, ai nostri autori e ai lettori.

La prima è quella che riguarda il modo con cui si votano i testi in gara. Ultimamente molti lettori avevano lamentano delle difficoltà nel riuscire a votare i brani in gara; problemi di carattere tecnico e, talvolta, questioni dovute a fattori indipendenti, quali ad esempio la qualità della linea, hanno portato alla conseguente modifica del sistema di votazione, sostituendo quello precedente con un più semplice tasto sul quale “cliccare” per esprimere la propria preferenza.

Il tasto in questione è simile a quello proposto qui sotto, non cliccateci adesso perché è solo un facsimile.

Se, invece, volete fare una prova, per vedere come funziona, in fondo all’articolo troverete il tasto “vero”.

Ogni voto verrà registrato e il counter si aggiornerà in tempo reale, quindi avrete sempre modo di verificare le preferenze.

La seconda novità riguarda la scelta delle tematiche. Per facilitare l’esistenza ai nostri autori, oppure per complicare loro la vita, abbiamo pensato di offrire tre temi ogni mese, di genere diverso. Avranno ben due settimane per decidere quanti e quali argomenti trattare e saranno liberi di esprimersi come meglio preferiranno, mantenendo sempre intatta la regola che limita comunque le battute a 5000.

Vi consiglio, comunque, di andare a dare un’occhiata al regolamento, così da avere un’idea più chiara delle modifiche già avvenute.

Ci saranno altri cambiamenti ma sono previsti con l’anno nuovo, quindi non perdiamo altro tempo e passiamo subito ai temi pensati per questo mese:

  1. LEI
  2. LUI
  3. L’ALTRO

Abbiamo pensato, per iniziare, a qualcosa di semplice. Potete unire i tre temi in uno solo, approfondirli tutti e tre separatamente (o anche solo due, combinateli come volete), oppure lasciarvi coinvolgere dal singolo argomento e potete usare lo stile e il genere che meglio descrivere il vostro modo di scrivere.

Il termine di inizio è il 6 maggio 2018 e quello di scadenza è alle 23:59 del 19 maggio, dopo i vostri brani saranno trasferiti dal gruppo segreto di Facebook al blog 7 giorni di follie e, a quel punto, sarà possibile procedere alle votazioni.

Buon divertimento!

Le vincitrici di Gennaio

Le vincitrici di Gennaio

7 giorni di follie

Le vincitrici di Gennaio

Gotico e Gelo sono stati i temi di questo inizio di anno e il 2018 ha portato tre nuove vincitrici per il mese di Gennaio.

Due tematiche che sono state interpretate dalle nostre Penne con la consueta dose di fantasia e maestria, dando ai lettori diverso materiale fruibile in questi giorni freddi e uggiosi. Quindi, se le temperature non sono state piacevoli, i testi presentati in gara, invece, sono stati decisamente meritevoli.

Partendo dal consueto terzo posto, Rossella Gallucci ha conquistato il podio con il brano Disgelo; al secondo troviamo il testo L’unico amore di Claudia Lo Blundo; mentre, ancora una volta, Maena Delrio ha catturato sia i giudici che il pubblico con Zang Li va a scuola.

Dunque è questo il nostro podio e queste le meravigliose Penne che sono state protagoniste in questo inizio di anno!

Ci rivediamo al prossimo contest.

Zang Li va a scuola di Maena Delrio

Zang Li va a scuola di Maena Delrio

Zang Li va a scuola

Tema: Gelo

Ao, così l’aveva chiamata. Una mattina le si era parata davanti sulla strada che conduceva alla scuola, con la sua folta pelliccia dorata, gli occhietti neri e il nasino schiacciato. L’aveva fissato a lungo, senza spostarsi di un millimetro, finché il bambino non le aveva dato un pezzetto del pane che teneva in mano. Solo a quel punto la scimmietta l’aveva lasciato passare. Ao era il diminutivo di Ao Man Te, arrogante: in fondo, con un caratterino simile, le calzava a pennello, non trovate?
Zang Li camminava a passo svelto sulla neve, lasciando dietro di sé impronte profonde. Sapeva che per arrivare a scuola avrebbe dovuto affrettarsi e uscire dalla foresta, e se non avesse aumentato il passo sarebbe arrivato in ritardo un’altra volta. Il maestro Chong non amava i ritardatari; e lui, nonostante non venisse mai sgridato data la particolare situazione in cui viveva, non aveva nessuna voglia di rischiare di sperimentare le punizioni che l’aveva visto infliggere ai suoi compagni. Per questo motivo rimase visibilmente seccato quando la scorse su un ramo: Ao era lì, in panciolle, in attesa che Zang facesse la sua comparsa.
«Ancora tu! Sciò, vattene, non vedi che sono in ritardo?»
La scimmietta saltò giù: era piccola, in altezza non gli arrivava al ginocchio. Eppure sapeva essere testarda e irritante come pochi. La temperatura era mite nonostante l’abbondante nevicata della notte precedente: il sole aveva fatto capolino dietro la montagna e scaldava i pochi centimetri di pelle del viso del bambino che non erano coperti dal pesante copricapo e dal mantello. Anche la scimmia sembrava a suo agio sulla neve, nonostante il gelo. Zang si chiese però se Ao non sentisse freddo, mentre affondava le zampette nel manto candido, ne prendeva una manciata e lo annusava, per poi assaggiare i cristalli con la punta della lingua.
I rinopitechi, è risaputo, sono scimmiette particolarmente curiose, e quella non faceva certo eccezione.
«Senti Ao, oggi non ho nulla per te. Nemmeno io ho fatto colazione, nonna Mei era ancora addormentata quando sono uscito, mi dispiace.».
Nonna Mei era la nonna materna di Zang. Aveva un’età indefinibile tra i settanta e i cento anni, ma alla domanda sulla sua data di nascita, nemmeno lei sapeva dare una risposta precisa. Fino a pochi mesi prima era stata bene; poi improvvisamente si era ammalata, e adesso era il nipote a doversi occupare di lei. Tutto questo raccontò Zang ad Ao quella mattina, mentre si faceva strada tra gli alberi.
La scimmietta pareva incuriosita dalla voce di Zang. Inizialmente lo seguì a debita distanza; poi, sempre più vicino. Cautamente gli si affiancò, si aggrappo’ al mantello e saltò sulla sua spalla. Il bambino si fermò: per quanto fosse di fretta, non potè fare a meno di sorridere. E fu ancora più sorpreso quando ricominciò a camminare, e Ao rimase lì dov’era, aggrappata alla sua schiena.
«Certo che sarebbe bello, poter raccontare ai miei fratelli di te, mia piccola amica»
Gli occhi di Zang si fecero tristi. Due grosse lacrime tracimarono dal bordo dei suoi occhietti a mandorla, e finirono per gelare sulle guance. Pensò alla sua famiglia, lontana, in Italia. Pensò ai fratelli che non aveva ancora conosciuto, se non in una fotografia scolorita; al termine che descriveva la situazione dei bambini come lui, i bambini “liushou”, quelli che i genitori emigrati lasciavano con i nonni perché portarli con sé era difficile, se non impossibile, a causa di una burocrazia lentissima e ingannevole. Glielo avevano spiegato prima di partire, sua madre e suo padre, e si erano tanto raccomandati che continuasse a studiare, affinchè fosse pronto, quando sarebbe arrivato per lui il momento di raggiungerli.
Invece erano passati quattro anni. In Italia erano nati Alessandro ed Elisa, i suoi fratellini, e i suoi genitori, pensava a volte, si erano dimenticati di lui.
Zang Li però non si era perso d’animo, e ogni mattina da quattro anni camminava per cinque chilometri, con qualsiasi condizione climatica, per raggiungere Shangri –La, dove lo aspettavano il maestro Chong e i suoi amici. E poi, i suoi fratelli mica potevano vantare l’amicizia con una scimmia!
Preso com’era dai suoi pensieri, il bambino non si accorse di essere quasi arrivato in paese. In lontananza si scorgevano i primi edifici, e ai lati della strada gli alberi di pero, con i loro rami spogli e ricurvi sotto il peso della neve, pareva volessero graffiare il cielo. Ao spiccò un balzo e atterrò al suolo con la stessa agilità con la quale era saltata sulla spalla. Zang si fermò e si volse a guardarla: i loro occhi si incontrarono per qualche istante, poi la scimmietta si voltò e prese a correre, zigzagando, sulla via del ritorno. Zang la salutò con un gesto, poi si passò la mano sul viso: il naso e le guance erano rossi dal gelo, ma ormai l’inverno era quasi giunto al termine e presto sarebbe stato tutto più semplice. E, forse, in primavera, mama e baba sarebbero venuti a prenderlo, e la famiglia si sarebbe riunita di nuovo, e questa volta per sempre.

Dedicato a “Fiocco di neve”