Sole, io e te

Tema: Paradiso

Non ne posso davvero più, ogni volta la stessa storia, sono davvero stanca. Buttata in questa marea di carte contabili che mi creano problemi a non finire, per cosa poi? Per sentirmi piovere addosso offese e rimproveri ingiustificati, sembra quasi io sia inutile a tutto; meno male che questa giornata lavorativa è volta al termine e posso finalmente tornare a casa.
Ma anche i venti minuti in macchina non lasciano tregua ai miei cattivi pensieri ed io non posso far altro che aggravare la situazione, rimuginando sui come, i quando e i perché.
Parcheggio e arrivo all’entrata di casa con il nervoso a fior di pelle. Il rumore dello sbattere sul cancelletto è il benvenuto che devia un po’ quelle che sono le pesanti frasi ancora incessanti nella mia mente. Sono troppo irritata, ma non posso far finta di niente di fronte alla tua felicità nel vedermi, nel saltarmi addosso e stenderti come uno zerbino ai miei piedi, con le zampe in aria, aspettando i tuoi tanto attesi grattini. Che posso fare, se non quello di assecondare il tuo volere, non posso permettere a niente e a nessuno di rovinare questo momento solo nostro. Accenno un sorriso, mi abbasso affondando le mani sul tuo corpo peloso, soffice e rassicurante. Non mi importa di tutto il resto, tu sai ripagarmi di tutto. Adesso ci siamo solo noi. Come non poter regalarti il tuo momento speciale?
“Andiamo a passeggio?”.
La frase più bella del mondo ti fa sobbalzare così di scatto verso di me, che non posso evitare di piombare a terra del tutto, ridendo. Di solito è Tarcisio che ti porta fuori, ma oggi tarderà e quindi prendiamoci questo momento di relax sole, io e te.
Se penso a quello che dicono di noi, non posso che sorridere, perché per molti saresti tu a portare me a spasso e non il contrario, ma ad ogni modo vincono i miei 45 chili contro i tuoi 43. Non bado alle conseguenze di quello che potrebbe succedere, vista la proporzione non proprio favorevole, ormai sei brava, hai imparato a non tirare. Quindi a dispetto di tutti sono io che porto te.
Ci incamminiamo verso la campagna vicina e già sento assaporare il nostro momento di pace. Sole, io e te. Dopo cinque minuti di annusi e di privacy per i tuoi bisogni arriviamo in un piccolo recinto fiorito. Non c’è nessuno. Ti tolgo il guinzaglio e incominci a correre dappertutto marcando il territorio con foga, andando e ritornando da me ripetutamente, finché il gioco non lascia spazio ad altro che catturi la tua attenzione. E infatti, dopo due minuti, già non sono più io l’oggetto tanto ambito. Incominci a tastare qualcosa con il muso, intenta, come se stessi facendo un lavoro di precisione. Mi siedo sull’erba fresca stendendo le braccia dietro di me e ti osservo. Mi piace farlo, mi mette tranquillità. Farei qualsiasi cosa per fermare questo momento. Chiudo gli occhi, sospiro rumorosamente e all’istante sento la tensione sciogliersi del tutto.
Questo è il vero paradiso. Sole, io e te.
Improvvisamente ritorni e strappandomi un urlo di gioia, ti siedi con tutto il tuo peso sul mio piede, lo fai ogni volta che senti anche tu di essere completamente rilassata, ed io sono contenta, perché riesco palesemente a sentirlo.
Poi il mio movimento attira di nuovo la tua attenzione. Ti alzi posizionandoti di fronte a me, orecchie tese e coda scodinzolante. Aspetti con ansia che possa uscire il più veloce possibile quel cosino verde dalla busta. Ci siamo. Accenni un salto, un altro, un altro ancora, senza perdere mai di vista il mio ondeggiare con il braccio, mentre continuo a starmene beatamente seduta.
“Uno, due e…tre!”.
Rincorri il più veloce possibile l’oggetto divertente, lo raggiungi, ci passi sopra la zampa e incominci a indugiarci sopra. Sono in estasi, niente e nessuno potrà mettere fine a questo momento idilliaco. Sono così felice. Sole, io e te.
Ti volti, mi guardi incessantemente, immobile.
“Dai, porta!” ti dico entusiasmata.
Ma in tutta risposta ritorni con fare impegnativo con la zampa sul quel cosino. Nulla. Qualcosa non va. Ti fermi e mi riguardi.
“Dici a me? No, vero? Ti prego!” parlandoti quasi destata da un sogno.
Scodinzoli sempre più velocemente al suono delle mie parole.
“Si, mi sa che dici proprio a me, del resto siamo sole, io e te” ammetto, questa volta a fatica.
Se avessi ascoltato bene i consigli della zia Sara su come lanciare per bene il frisbee, a quest’ora sarei rimasta tranquillamente sdraiata senza interrompere questo momento paradisiaco.
Mi alzo controvoglia, mi avvicino a te, mentre giro il frisbee caduto per il verso sbagliato e con la bocca aperta e la lingua fuori già per metà, ricominci a saltare in frenesia aspettando il tuo momento.
Questa volta lo rilancio bene e tu sei già lontana, pronta ad afferrarlo in volo con un bellissimo salto.
E’ bellissimo essere qua, sole, io e te.
La prossima volta però, portiamo anche Tarcisio con noi.

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