Incantesimo di mezza estate

Dedicato a Nerone, il mio gigante buono, sempre nel mio cuore.

Il sole aveva dardeggiato implacabile per tutto il giorno. Ogni cosa era ricoperta da una polvere sottile, dorata come la spiaggia che si intravedeva lì in fondo, tra le ondate di calore che corrugavano l’aria stessa. Forse era stato il vento a rivestire di polvere quell’angolo di mondo, rubando pulviscoli alla sabbia d’oro.
Non c’era cinguettio di passeri o stridio di rondini in cielo, ogni suono soffocato dal sole rovente. Ma era quasi il tramonto, il momento giusto per uscire. La giovane donna, uno sformato cappello di paglia in testa, un sorriso triste sul volto, si diresse verso la spiaggia. La bancarella del mercante era poco più avanti, sulla via verso il mare. Man mano che si avvicinava al banchetto la folla aumentava. Non era l’unica ad aspettare il calar del sole. Pazientemente, attese che la fila davanti a lei diminuisse. Solo gli occhi mostravano la sua ansia, il timore che i confetti blu e argento terminassero prima che fosse il suo turno di riceverli. Ma ce n’erano di tanti colori, non era mai accaduto che non ne trovasse più del colore che voleva! Finalmente anche l’ultima persona prima di lei aveva fatto la sua scelta e si era allontanata. Toccava a lei.
«Quale vuoi, oggi?» le chiese il mercante mostrando con un ampio gesto della mano tutta la multicolore distesa di confetti.
«Uno di quelli» rispose lei indicando quelli blu e argento con un dito. Nella voce si avvertiva un leggero tremolio di eccitazione.
«Non cambi mai, vero? Non vorresti assaggiarne un altro tipo?»
«Uno di quelli, grazie» ripeté con voce più ferma.
«Come vuoi. Guarda però che ce ne sono di buoni… Ma tu vuoi il solito, d’accordo.»
Lei lo prese e subito se lo infilò in bocca, iniziò a succhiarlo abbassando le palpebre. (60) Mentre scendeva verso la spiaggia poco più in basso, che si apriva tra le rocce ricoperte dei fiori rosso fuoco della portulaca, il grosso cane nero corse avanti scodinzolando e abbaiando. Anche a lui piaceva tanto il mare! (50)
«Nerone, aspettami!» lo rimproverò lei con un sorriso allegro. Il cagnone si arrestò, si girò un attimo a guardarla come per invitarla a correre appresso a lui e poi si tuffò nella bianca stria della luna nell’acqua blu scuro. Schizzò all’intorno una miriade di gocce d’argento. (40) Allora anche lei corse sulla spiaggia ancora calda di sole e si lanciò nell’acqua, scomparendo sotto la superficie. Era una notte bellissima. (30)
Nuotò in apnea per un lungo tratto, poi apparve spruzzando uno zampillo di mare dalla bocca. «Nerone, vieni! Dai, vieni qua» richiamò l’animale che si stava dirigendo verso la riva. Insieme nuotarono verso la caletta che si apriva oltre lo sperone di roccia. Era una notte fantastica. (20) Il grosso cane si scosse l’acqua di dosso con quel buffo movimento di tutti i suoi simili – che parte dalla testa e man mano cammina lungo il corpo fino ad arrivare alla coda – poi si distesero uno affianco all’altra per imbiancarsi ai raggi di luna. (10)
Lei chiuse gli occhi, un braccio dietro la testa, l’altro allungato per carezzare il corpo dell’animale che le vibrava piano accanto al ritmo del suo respiro, le dita affondate nella pelliccia bagnata. I grilli cantavano nella pineta alle loro spalle e le lucciole cercavano coi lanternini i propri compagni. Milioni di stelle in cielo intessevano disegni fantastici. Era una notte incantata, la più bella della sua vita. (0)

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Riaprì gli occhi. Sentì nuovamente sul viso il fuoco della vampa rovente. Svanito il mare, svanito il suo amatissimo cane insieme ai grilli e alle lucciole. Svanita la dolce notte. Soltanto, alto nel cielo grigio cenere, il sole abbacinante, implacabile, che non bruciava più niente unicamente perché non c’era più nulla da bruciare.
L’incantesimo dei confetti durava sessanta minuti. Avrebbe dovuto vivere nello squallido mondo riarso per un’altra interminabile settimana prima che lo spacciatore governativo, colui che somministrava la droga ai sopravvissuti, fosse tornato per un’altra dose di sogni personalizzati. Il suo sogno, un sogno in argento e blu.

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