Higitus figitus

Erano da poco passate le dieci di sera della domenica di Pasqua. Gli amici e i parenti della famiglia Shepherd se n’erano appena andati. Il caos regnava sovrano in tutta la casa, specialmente in cucina e nella sala da pranzo. Il forno e i fornelli erano sporchi, la tavola della sala era ancora piena di stoviglie da lavare e nelle orecchie della signora Jasmine riecheggiavano ancora le voci e le risate degli amici che avevano allietato la giornata con la loro compagnia. Dopo aver fissato per qualche istante la tavola, la donna si alzò dal divano con un gran sospiro e s’accinse a riordinare la casa. Sebbene non fosse una maniaca dell’ordine, sapeva benissimo che se avesse procrastinato ancora per un po’, non avrebbe avuto né la voglia né le forze per sistemare. Tanto valeva mettersi immediatamente all’opera. Aprì il rubinetto dell’acqua calda, prese la spugna, vi versò qualche goccia di detersivo e … “Mamma!?!” Udì chiamare dal divano in fondo al salotto. “Dimmi, amore!” “Guardiamo un cartone?” La voce squillante di suo figlio Joshua risuonò come un campanello di richiamo alle sue orecchie. “Mamma deve pulire, cucciolo! Perché non lo guardi insieme a papà?” Mentre ancora stava finendo di pronunciare tali parole, sentì il cuore stringersi. “Se lo guardiamo tutti insieme è più bello!” Squillò nuovamente nelle orecchie di Jasmine. Un sorriso andò progressivamente allargandosi sul volto della donna. Posò la spugnetta e raggiunse il figlio e il marito che già l’attendevano trepidanti sul divano con il dvd di “La spada nella roccia” pronto per essere inserito nel lettore. Appena fece ingresso nel salotto, Jasmine vide gli occhi del figlio illuminarsi di gioia e la sua voce squillante fece risuonare un entusiastico “Sì!”Il dvd venne risucchiato dal lettore e partirono le immagini del film.

Quando giunse la scena in cui Merlino doveva fare le valigie, accadde qualcosa di assolutamente inaspettato. Il mago salì sulla sedia, batté la sua bacchetta sul bordo e iniziò a pronunciare il suo incantesimo: “Higitu figitus abra kazè, prestate attenzione tutti a me” Pronunciò. Come se fossero i soldati di un esercito, le stoviglie sulla tavola si sollevarono all’unisono tintinnando. I piatti si disposero su due file ritti in verticale; coltelli, forchette, cucchiai e cucchiaini si raggrupparono tra le due file di piatti; i bicchieri si sollevarono e andarono davanti a tutto. “Hockety pockety wockety wack Abra-cabra-dabra-da …” Continuò il mago dalla sua postazione di comando. Uno schianto secco proveniente dalla cucina fece capire a Jasmine che la lavastoviglie s’era aperta, mentre un fruscio annunciò alla donna che i carrelli stavano scorrendo in avanti. Sotto lo sguardo sorpreso dei coniugi Shepherd e quello divertito del piccolo Joshua, le stoviglie iniziarono a marciare in maniera composta dalla tavola della sala alla cucina. Le immagini del film andarono a confondersi con quelle della realtà. Totalmente incapace di reagire, Jasmine fissava sbalordita ciò che stava accadendo in casa sua. “… Higitus figitus figitus sbum Prestidigitorium Alicafez Balaca sez Malacavez Meripades Hockety pockety wockety … “Continuava imperterrita la voce di Merlino. Un altro schianto secco fece capire che la lavastoviglie, stavolta, s’era chiusa, mentre i primi scrosci d’acqua annunciarono l’inizio del lavaggio. Sebbene non capisse per quale motivo, nonostante lo avessero visto infinite volte, la magia si fosse compiuta proprio quella sera, Jasmine si godette divertita lo spettacolo di ciò che stava accadendo sotto i suoi occhi. In quell’istante il piccolo Joshua si strinse ancor di più a lei. “Visto, mamma? Se lo si guarda tutti insieme è più bello!” Gli occhi della donna s’inondarono di calde lacrime. Finalmente aveva capito: non c’è magia più potente dell’amore che unisce una famiglia. Solo l’amore era capace di compiere un prodigio simile e molti altri ancora.

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