Il mio volo

Il profumo degli aghi di pino si sparge nella verde pineta, inebriando con piacere le mie narici. Sorrido distratta con lo sguardo perso nel panorama. Guardo l’orologio e con il cuore trepidante mi rendo conto che il momento è vicino. I miei capelli giocano con il vento, lasciandosi trasportare da questa danza dolce e incalzante. Le corde, avvolte dalle mie mani sostengono il mio esile corpo dandomi tanta sicurezza e grande forza d’animo. Il mio cuore è assetato dalla gioia del momento che verrà e dal brivido di volare sempre più su, verso il cielo. Mi aiuto con le gambe a spingermi in avanti, sento il vento solleticarmi il viso, come se mi stesse parlando e sussurrando solo parole che vorrei sentire. La forza del mio slancio mi fa arrivare ancora più su prendendo velocità, senza sosta. I miei pensieri agitano i miei sensi mentre scorgo qualcosa in lontananza. Sorrido per ciò che potrebbe essere, e con piacevole sorpresa rido di fronte ad un gatto che cerca un po’ di refrigerio annusando una piccola pozzanghera d’acqua. Giro la testa a destra, mentre l’altalena è in pieno andirivieni veloce e metodico. Emozioni divertenti e improvvise prendono vita e stuzzicano la mia curiosità di sapere quando arriverà. In questo momento mi sento felice, ogni mio tormento è come fosse svanito insieme alle mie ridicole fissazioni. A cosa servono poi? A nulla, solo a confonderti. L’importante è assaporare ogni minima cosa che la vita offre, senza afflizioni e incertezze. Sarà il vento che mi coccola e questa altalena che mi culla dolcemente e mi protegge; o sarà che non mi sento così viva da tempo ormai. Non voglio più soffrire, non voglio più aspettare qualcosa che non arriverà mai. Mi rendo conto di pensare troppo e forse rischio di rovinare anche questo momento magico. Improvvisamente il mio sorriso diventa più raggiante nel sentire i passi di qualcuno. Allora è vero, esiste anche per me. Il mio cuore prende un ritmo inaspettato, al contrario del dondolo che pian piano invece, perde velocità. Da lontano una coppia di ragazzini è in cerca di non so cosa. Un po’ delusa riprendo la mia corsa contro l’aria e il vento, allungo le mie gambe e ritorno a ondeggiare su e giù, su e giù. Poi di colpo mi fermo. E se invece fosse un’altra sbandata, un altro errore che non so riconoscere da lontano? Se tutto questo fosse ancora una volta solo un fuoco di paglia? I miei piedi atterrano di colpo sul terreno arso dal sole, mentre un pensiero oscuro si impadronisce della mia mente, insediandosi dentro me come un fiume in piena. Le mie mani raggiungono con noncuranza i miei fianchi, strattonando le funi che fino ad un momento fa mi davano conforto e che ora invece, non sento più tra le mie dita. Annebbiata dal cattivo pensiero ingoio con un nodo in gola quel po’ di saliva, sentendo una frenetica sete improvvisa. Perché non arriva? Incomincio a guardarmi intorno, ma non odo nessun rumore in fondo alla piccola strada e non vedo nessun’ombra avvicinarsi a me. Sarà successo sicuramente qualcosa o non sono poi così importante come dice? Troppe volte ho pianto per chi non meritava, troppe volte non ho avuto rispetto di me stessa, facendomi calpestare ingiustamente. Resto con la testa china e lo sguardo fisso per terra.

Poi svegliata da un incubo che non vorrei mai più rivivere, ti avvicini stampandomi un bacio sulla guancia.
Sorrido arrossendo. Forse ho esagerato con i miei pensieri andati ben oltre l’immaginazione, ma un tarlo nella mia mente ormai ha preso vita e decide di non lasciarmi. Mi alzo dal mio passatempo preferito e prendendomi per mano, insieme incominciamo a camminare, respirando aria profumata e giovane. Improvvisamente mi chiedi se è molto che aspetto e in quel momento vorrei raccontarti di quanto felice e allo stesso tempo tormentato è stato l’attenderti. Non so cosa mi abbia spinto a dirti che sono appena arrivata, ma una cosa è certa, le delusioni hanno giocato troppo nella mia vita e ormai il dubbio ha preso il sopravvento, facendomi diventare una piccola bugiarda. Il tuo dirmi di essere passato pochi istanti fa e avermi detto che non c’ero, è come sale buttato su una ferita aperta e mi fa male.
Perché? Perché questa bugia? Sarai anche tu come me deluso dall’amore e pieno di paura per soffrire ancora? O sei semplicemente l’ennesimo disinganno? Ti prego, dimmi che il tuo è uno scudo come il mio. Non ho il coraggio di chiedertelo, non al nostro primo appuntamento. Decido di credere in me, in te, in noi.
Riprendo a sorridere anche se in cuor mio non so quale sia la risposta esatta; so solo che per il momento ho voglia di ricominciare, di ritornare a vivere e di stringere fra le mani la felicità, proprio come con le corde della mia amica altalena.

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