Invisibile di Antonella Mattei

Osservo il cestello della lavatrice che gira vorticosamente nella sua centrifuga ipnotica. Quello sciabordio mi aiuta a concentrarmi, come se riuscisse a risciacquarmi la mente, dividendo i pensieri buoni da quelli malevoli; poi finisce il programma di lavaggio e anche il mio stato di ipnosi. Mi guardo intorno e comincio a sparecchiare. Inizio a riempire il lavandino con acqua e sapone e affondo le mani nella schiuma bianca che odora di limone. Davanti al lavello la parete ricoperta di mattonelle di ceramica lucida non mi permette di distrarmi più di tanto: devo per forza pensare. Pensare a te.

Abbiamo consumato il nostro pranzo domenicale in un modo che si può solo definire osceno: io giocherellavo a dama con i piselli che accompagnavano l’arrosto e tu, occhi fissi sul cellulare, digitavi messaggini a più non posso. Non masticavi neanche; ingurgitavi. Ci ho messo due ore a preparare quel maledetto arrosto, io che odio fare anche solo un tè, e tu in pochi minuti hai spazzolato tutto, irrilevante se fosse carne di vitello, manzo o capra come te.

Poi ovviamente sei sparito, evaporato nei meandri della nostra casa. Potrei dire dove sei e cosa stai facendo anche senza vederti e non servono poteri paranormali. Mi asciugo le mani in uno strofinaccio e vado dritta dove so di trovare il tuo fantasma. Ecco. Ti guardo. Sprofondato nella tua adorata poltrona di morbido cuoio consunto, il fumo che aspiri dalla sigaretta fuoriesce lento dal naso creando languide spirali che salgono verso il soffitto. Le scene del tuo telefilm preferito, tra inseguimenti, sparatorie e ridicole scazzottate, scorrono veloci nei tuoi occhi e disegnano un sorriso lieve sulle labbra; nello sguardo un’ombra di emozione risplende fugace. Ti sono di fianco. Raggomitolata sul divano, non guardo la tv: guardo te.

Mi vedi? Ti sei accorto di me, del mio sguardo che ti scorre addosso e ti percorre sperando di incontrare, anche solo per un attimo, i tuoi occhi? Neanche durante la pausa pubblicitaria ti giri verso di me, brandisci il telecomando come uno scudo che ci separa fisicamente. Dovrei avere la forza di alzarmi da questa cuccia calda e stritolarlo sotto i tacchi. Ma resto qui, immobile, esausta per la fatica di chiedermi dove e quando te ne sei andato.

Quali sono le parole dell’amore perduto?
L’amore perduto non ha parole. Ha silenzi infiniti, vuoti, vuoti colmi di assenza e senso di smarrimento che ti senti dentro e ti manda allo sbando; come una piccola barca, scossa da una corrente impetuosa che la trascina via verso abissi profondi, in gorghi impetuosi e oscuri. Ti parlo, ti parlo e tu neanche mi ascolti; non è che non mi senti, non mi ascolti proprio. E non mi vedi, sono ormai invisibile, trasparente, un alone di nulla che ti rende cieco.
Dove sei andato?
Dove va l’amore che finisce?

L’ho cercato spesso, specialmente nelle notti insonni, gelide e solitarie, non voglio aspettare ancora, voglio tornare ad essere guardata, respirata. Amata. Forse ti renderai conto che non ero poi così invisibile e, magari, sentirai anche tu il gelo nel cuore, dentro il nostro letto caldo ma troppo grande. Dove conserverai il tuo cibo ora che il vecchio frigo ha smesso di funzionare.

Te ne sei accorto? Lo vedi adesso? Non c’è più in quell’angolo, è rimasta solo la polvere che disegna la sagoma sul pavimento. C’è solo in grande immenso vuoto.

– racconto tratto da Vuoto di te –

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11 Comments

  • settegiornidifollie

    Le votazioni si sono chiuse il giorno 23/9/2017 alle 23:59. Vi ringraziamo per aver letto, votato e commentato i nostri autori

  • Stella

    Voto questo testo. La semplicità, unita alla verità di questo testo, mi ha davvero emozionato. Bravissima

  • Giovanna

    Già, dove va l’amore che finisce?
    Abbiamo trattato più o meno lo stesso tema, ma tu hai descritto il tutto in una maniera superlativa. Complimenti!

  • Luisa Cagnassi

    Voto questo testo.
    Stupendamente realistico, vero. mi sono sentita al tuo posto, mentre descrivevi la scena. Tristezza e delusione, malinconia. è un replay; una situazione causata dall’assenza di pensiero, dalla volontà di guardarsi intorno e innaffiare, con il sentimento, quell’amore ormai dimenticato. Amante o compagna, diventa solamente una comoda presenza. Cos’hanno questi telefilm vuoti e crudi, da attrarre tanto il maschio? Forse anche quelli servono ad allontanarci dalla realtà che si chiama donna.
    Brava.

  • settegiornidifollie

    Per votare un testo bisogna apporre, nella sezione dedicata ai commenti, nella pagina del pezzo che si desidera votare la scritta “Voto questo testo”.
    Ogni brano che riceva un commento, a patto che sia un commento allo stesso, e non un ringraziamento dell’autore o un’eventuale conversazione successiva, varrà come 1 voto, per cui tenete conto della possibilità di farvi sia votare che apprezzare con un commento, ottenendo così ben 2 voti.
    Vi ricordiamo che le votazioni si chiuderanno il giorno 23/9/2017 alle 23:59.

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