Perdita di Claudia Lisco

La storia che sto per raccontarvi non sarà una storia di speranza o attesa, o la storia di un “biglietto” trovato che ha donato amore e magia.
La mia storia è una storia ingiusta e triste in cui un biglietto ha frantumato il cuore di molte persone ed anche il mio.
Qualche anno fa ero corsista presso l’università di lingue, a Bari, non conoscevo nessuno in quella struttura, era un avventura del tutto nuova per me.
Per facilitarmi un po’ con le conoscenze e per muovermi al meglio, decisi di iscrivermi ad una auletta studentesca.
Qui conobbi molti ragazzi, studenti come me, e lo presi come vero proprio impegno nel mio percorso universitario.
Come di solito succede quando ci sono più persone all’interno di un nucleo che non si conoscono, si crearono dei gruppetti.
All’interno del mio gruppo, formato da 4 persone, c’era un ragazzo ,il suo nome era Giuseppe.
Questo suo essere sempre in disparte fece sì che la mia curiosità aumentò in maniera crescente verso di lui.
Pian piano tra me e Giuseppe nacque una bella conoscenza che poi si trasformò in vera amicizia.
Era sempre enigmatico per me, molto taciturno, di poche parole, di pochi sorrisi ma quando eravamo solo io e lui era davvero una persona molto, ma molto divertente, generoso, sincero e simpatico.
Studiare con lui era veramente impossibile, passavamo ore ed ore a chiacchierare insieme, a fare scherzi e caricature agli altri nostri amici.
Ci scambiavamo continue confidenze…io parlavo a lui dei miei problemini di cuore con il mio ragazzo e lui non era così aperto come me, ma apprezzavo molto il suo sforzo.
Mi parlava del suo sogno di ritornare nella sua terra natia, Cuba e del suo profondo desiderio di non deludere i suoi genitori poiché avevano riposto molta fiducia in lui.
Ho conservato gelosamente nel mio cuore molti ricordi di momenti passati con lui.
Quell’anno trascorse in fretta e senza nemmeno accorgercene, arrivammo all’estate 2011.
Quell’estate decisi di partire per fare una stagione come animatrice turistica, ero molto eccitata all’idea ma anche triste in quanto non avrei visto per 3 mesi persone a me care.
Comunque, la decisione fu presa, e poiché sarei partita qualche giorno dopo il mio compleanno, decisi di fare una piccola festicciola, coinvolgendo le persone dell’auletta studentesca.
Arrivato il mio compleanno, il 10 Giugno, Giuseppe mi mandò un messaggio, dove mi scrisse che non sarebbe potuto venire.
In quel momento rimasi davvero triste per quella sua decisione: “Cavolo!”pensai “il mio migliore amico, con il quale non mi vedrò per almeno 4 mesi, ha deciso di non esserci al mio compleanno”.
Giusto o sbagliato che sia, in quel momento rimasi fortemente delusa dalla decisone, ma si sa , noi donne, usiamo alcune volte maniere convincenti, per ottenere ciò che desideriamo…e insistendo riuscì a far sì che in quel giorno lui fosse presente.
Sono contenta di aver insistito .
I 3 mesi di stagione passarono in fretta ed in un batter d’occhio arrivammo a Settembre 2011 e finalmente sarei ritornata dai miei cari.
Mai scorderò il giorno prima di partire per casa…quel giorno chiamai Giuseppe, rimanemmo per ore a parlare al telefono.
Parlammo di tutti i progetti che avremmo fatto durante l’anno…scuola di ballo latino americano, corsi di lingua straniera, viaggi ed uscite.
Il 10 settembre, ero ritornata ormai da qualche giorno a casa a Cellamare, quella sera con i membri dello staff d’animazione organizzamo una rimpatriata .
Rientrando a casa ,mentre ero in autobus, ricevetti la chiamata più dolorosa della mia vita.
Una mia collega universitaria, mi chiamò piangendo.
Giuseppe era morto, si era suicidato.
E’ davvero difficile esprimere cosa provai in quel momento…la prima reazione che ebbi fu di incredulità…come poteva mai essere? Come poteva essersi ucciso?
Ce l’avevo con lui e ce l’avevo con me…ho iniziato a pensare di averlo lasciato solo…chissà se non fossi partita avrei passato più tempo con lui, forse non sarebbe arrivato a cercare nei suoi problemi, l’unica soluzione a cui non sarebbe mai dovuto arrivare.
Il mio cuore e la mia testa erano a pezzi.
Mi ritrovai con tutti i miei amici d’università alla sua sepoltura, fu davvero straziante.
Ad un certo punto la mamma di Giuseppe, s’avvicinò, mi abbracciò e con voce soffocata mi disse che Giuseppe aveva lasciato a noi amici un messaggio d’addio su di un biglietto.
Il biglietto partiva con una rassicurazione alla famiglia e una giustificazione alla sua folle decisione e a noi amici ci chiese semplicemente di non dispiacerci per lui e che avrebbe conservato in se tutti i momenti belli passati con noi.
Un biglietto vorrei mandarlo io a te ovunque tu sia.
Non so esattamente a cosa pensare…so solo che mi manchi e anche tanto e spero che tu abbia raggiunto effettivamente la pace a cui tanto ambivi, ma nel frattempo, anche se il mondo va avanti, sei un ricordo fisso che porterò sempre con me.
A me sono rimasti bei ricordi…solo che ogni volta a cui ci penso mi si stringe il cuore.

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