Aldilà del buio

Chissà se riuscirò a vedere quel chiarore
riflesso sul bianco
per una volta ancora.
O se lame di luce abbaglieranno i miei occhi
e taglieranno per sempre il silenzio alla mia terra.
Chissà se questa mia agonia
un giorno
resterà riflessa in quella luce
o calerà l’oblio su queste grida mute.

Non ho più voce.
L’ho spesa a raccontarmi un futuro che forse non sarà.
L’ho allagata di guglie di flutti
rappresi dentro a un’unica certezza.
Ora so.
Ora lo so che il mio destino è scritto
in quell’unico raggio di luna riflesso sulla neve,
che vedo solo con occhi spenti
aldilà di questa nuda tomba
che non mi ascolta
e mi si schianta dentro.

Scavano,
a mani nude scavano,
su ghiaccio bollente ad ustionare mani.
Gridano
ma non sentono il mio lamento.

Scavano,
a mani nude scavano,
e io li sento
e so che quel chiarore è ancora lì,
a rischiarar la neve.

Si è fatto tardi.
Lasciatemi dormire,
non fate rumore
ma vi prego,
ditelo voi alla luna,
che non si spenga mai
neanche quando il giorno avrà schiarito il cielo.
Ditele di aspettarmi
che sto arrivando,
che ho voglia di scaldarmi dei suoi raggi.

Scavano,
a mani nude scavano
e io li sento
e sento il suo chiarore sulla pelle.

(dedicato alle vittime dell’hotel Rigopiano 18/01/2017)

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