In una notte oscura di Beatrice Saracino

Tema: Sette parole (Oscura)

“Non toccarla!”- l’uomo urlò. Il colore dei suoi occhi cambiò passando da un chiaro azzurro rassicurante ad un famelico rosso sangue, in meno di un secondo. Le pupille si restrinsero come quelle dei felini in una striscia sottilissima, una linea nera che interrompeva quel mare di sangue. I canini, ora lunghi e affilati, spuntavano ai lati della bocca. La pelle perse tutta la sua precedente lucentezza diventando pallida e diafana come una fredda statua di marmo. Sotto i suoi occhi e sul suo viso, si intravedevano le venuzze di un color blu scuro tendente al nero. Con le braccia spalancate e i denti scoperti proteggeva la ragazza dietro di lui. Perché mai una creatura spietata e maledetta, figlia prediletta della Notte e della Morte, si era presa la briga di proteggere qualcuno? Era quello che si chiedeva l’uomo davanti alla bizzarra coppia. Se il vampiro aveva rivelato la sua vera natura, allora la sua copertura era saltata, tanto valeva giocare con tutte le carte in tavola. Il suo corpo iniziò a trasformarsi. Un paio di orecchie triangolari gli spuntarono dalla testa e una voluminosa coda fece capolino da dietro la schiena. Una morbida peluria grigio-bianca diamantata ricoprì la pelle del corpo all’infuori della parte superiore del viso. Le unghie si allungarono trasformandosi in artigli taglienti e letali. Scoprì le zanne in un ghigno provocatorio senza però muoversi di un centimetro. Gli occhi gialli si fissarono sulla ragazza, selvaggi, affamati. Il vampiro assottigliò lo sguardo spostandosi più vicino alla sua protetta, mostrò i suoi denti famelici e i suoi artigli in posizione di difesa e protezione…i suoi sensi erano così all’erta che avrebbe potuto avvertire il respiro di un topolino cinquanta metri sottoterra mentre aspettava una reazione da parte del lupo. Il mare vermiglio si scontrò con la fredda luce dorata della pazzia in una battaglia per la supremazia. Sarah, la ragazza dai capelli castani, tremava nei suoi jeans leggeri a sigaretta e nell’ancor più leggera camicetta a quadri: gli occhi sgranati, le pupille piccole dilatate dalla paura e dallo stupore. Aveva le mani strette al petto, l’espressione terrorizzata dietro il vampiro coi capelli corvini. Fissava il giovane uomo con le orecchie e la coda da lupo grigio come una preda messa all’angolo guarda il predatore che l’ha braccata. Vide i muscoli della schiena e delle gambe del ragazzo che la stava proteggendo flettersi, notò che il lupo mannaro trasformato a metà avanzava con gli artigli. E capì. Le due creature della notte, le cui razze erano in guerra da sempre per il dominio assoluto, erano pronte ad attaccare. Come un lampo che precede il tuono, scattarono l’uno verso l’altro.

Sarah si svegliò. Era completamente scoperta e non indossava più il pigiama che giaceva accanto al suo fianco. Il cuore le batteva all’impazzata e una goccia di sudore fredda come il ghiaccio le scese dalla tempia proseguendo il suo percorso sulla spalla e svanendo in mezzo ai seni quando si mise a sedere. Rabbrividì nella sua nudità e sentì, forte e opprimente, il peso di due sguardi su di lei. Si voltò di scatto, ma non vide nessuno. Ovvio, era sola in quella stanza. Vicino alla sua mano distesa, in una pozzanghera di sangue, un biglietto con su scritto: OSCURA. Cosa voleva dir mai questa parola e a cosa si riferiva? Questo la inquietò ancora di più. Era convinta fosse solo un incubo, ma allo stesso tempo tutto le sembrava così reale…Il dubbio la attanagliava annebbiandole la vista. Sapeva molto bene quanto la mente umana fosse diabolica, e come fosse in grado di giocare scherzi beffardi; il dubbio di lì a poco le si sarebbe insinuato sempre più, con l’unico scopo di scoprire la verità. Che si trattasse forse di uno strano presagio o un avvertimento? In quel momento però aveva solo voglia di riposarsi e riprendere le sue forze; stranamente si sentiva stanca priva di ogni energia. Un silenzio muto e sordo irrompeva nella stanza. Lo scenario era perfetto; chissà ,forse preannunciava la quiete prima della tempesta? Si infilò un vestito e si rilanciò sul letto cercando di convincersi che fosse solo frutto della sua immaginazione. Si coprì la testa con le lenzuola e cercò di dimenticare. Ma qualcosa la fece alzare di scatto dal letto; ebbe l’istinto naturale di specchiarsi. Ella notò qualcosa di strano; in preda al panico e allo sgomento, notò che la sua pelle era diventata fredda e pallida; aveva sete. Poi d’improvviso, ecco un tonfo e movimenti di passi spaventosi. Poco dopo davanti a lei, due occhi dorati, accompagnati da due iridi cremisi, brillarono minacciosi. E prima che Sarah potesse muovere un solo muscolo del suo corpo, due zampe improvvise, l’avevano già ostacolata: una la afferrò minacciosa per il collo e con l’altra pensò di oscurarle la vista, sparendo in un lampo nelle tenebre! Il buio di quella penombra l’aveva completamente inghiottita, insieme a quella strana creatura. Solo un grido di paura prima di sparire, squarciò quel silenzio.

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