Amanti diversi di Luisa Cagnassi

Tema: Sette parole (Irradia)

Sotto un gelido sole che irradia la sua luce attraverso le persiane, lo stomaco amalgama la rabbia devastante di chi sospetta un tradimento.
Dentro di te lo sai, l’intuito non sbaglia mai, ma scegli di fustigarti l’anima, contorcendoti dentro pensieri disperati.
Eppure lo hai letto, anche se di sfuggita, il messaggio era chiaro e non è neppure la prima volta. Lui però è stato più scaltro, l’ha cancellato, e sei rimasta di pietra.
Indagare e interrogare, perché? Sai bene che negare è la risorsa più in uso per l’uomo, ma non ti plachi e ti struggi ancora, vuoi che ti veda strisciare e, priva di dignità, supplicare la sua fallace passione per te soltanto.
Se ne va la mente e percorre spazi immensi come oceani e si perde nella notte cupa in cui brancoli. Buio che offusca, devasta la ragione, pur di non fermare la tortura e lo spasmo. Troppo facile, è un masochismo che ti rende schiava e al contempo ti gratifica: sei pazza, inesorabilmente pazza.

Il sospetto logora, ti percorre e tormenta ancora: non ascolti la voce interiore, il buonsenso ti è nemico. Ora lo stai odiando con tutta te stessa, sei un vulcano che erutta mentre lui ti osserva con un sorriso che ha il sapore di pietosa compassione.
I suoi occhi però, ti rapiscono. Quelle labbra rosse e sensuali ti invitano, lo vuoi, ti appartiene: oppure no, è illusione. Si conclude la tua incoerente esplosione dentro il fuoco di un abbraccio. Sincero no, ma assolutamente indispensabile a te, per spegnere la fiamma del dubbio e cancellare dalla mente quelle parole: “lei è lì con te? Ti asp…” poi la sua mano, più veloce del tuo sguardo, ha tolto la serenità della certezza, cancellando dall’Iphone quel messaggio.
Almeno ti saresti disperata, saresti caduta in depressione, non l’avresti nemmeno odiato, talmente plagiata da fomentare i tuoi sensi di colpa, domandandoti quale sia stata la tua mancanza, l’errore commesso. Insomma, sarebbe stato un dolore forte, ma assolutamente passivo.
Ora cedi sotto questo ardore che si spegne sotto le sue mani sapienti, che scavano nel tuo intimo e ti danno un sublime piacere, appagando il tuo desiderio. L’odore della sua pelle, che sa fremere quasi quanto la tua, ti tiene in sospeso per sentirsi padrone, ancora una volta, di giocare con i tuoi sentimenti, di prenderti, eccitata di rabbia, dissetando la sua libidine dentro i sospiri di un folle sentimento di gelosia.
Ti prende, ti prosciuga l’anima nel profondo, è diabolico e tu cedi alla sua voluttà, lo supplichi sino a esplodere nel culmine del piacere, quasi fosse un tacito gioco.
Tuttavia sai, che mille altre volte succederà, perché tua è la debolezza di amare senza riflettere un uomo come lui, bello ma privo di cuore.
Ora raccoglierà le sue cose, no, non mancherà all’appuntamento, ti deriderà ancora, posando l’ultimo squallido e bugiardo bacio sulle tue labbra ardenti.
Ti ringrazierà per aver provocato in lui una libidine tanto perversa da rendere il suo appuntamento una passionale notte senza fine, mentre tu riposerai tra le lenzuola intrise del suo sapore, quello di un amante infido che non dà scampo, ti logora.
Ti è padrone consapevole e ti uccide ogni giorno a ogni sguardo, e non basteranno miliardi di parole per porre fine a questa tua dipendenza deleteria.

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