Volevo, vorrei, sono

Volevo essere lo zefiro
per accarezzarti le labbra,
scompigliarti i capelli,
accarezzarti la fronte,
le sue rughe
e i pensieri nascosti.
Ma anche lo scirocco,
per donarti un caldo respiro
e il conforto
di una lacrima di pioggia
che lavi via i rimpianti.
Ma immobili
nella nostra lontananza,
vorrei essere una gelida tramontana
per sferzarti la faccia
e cancellare il tuo sguardo
rivolto sempre altrove.
Volteggia una foglia d’autunno
in un refolo gentile.
Ora sono quel vento.

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