Il principe blu

Ti ho visto, sai? Ti ho visto entrare nel mio regno, sprezzante della mia potenza.
Ti ho visto incamminarti coraggioso e fiero su una strada che poteva non aver fine.
Hai lasciato il tuo popolo, la tua gente, per lanciarmi una sfida. Eppure avresti dovuto saperlo che ti era impossibile vincere. Nessuno l’ha mai vinta, prima di te. Nessuno mai la vincerà, dopo. E allora, come potevi anche semplicemente immaginare di riuscirci solo in forza del tuo colore, uomo blu?
Avresti dovuto accontentarti di quello che ti era concesso. Avevi uomini e bestie al tuo comando, e sete ricamate nella tua dimora, e le donne con gli occhi più belli, solo per te. Avevi potere quasi simile a un dio.
Quasi.
È stato questo che ti ha condotto a intraprendere il cammino verso il mio cuore. Perché non ti bastava, e ne bramavi ancora.
Sei montato in sella al tuo animale migliore, bardato come si conviene alla cavalcatura di un principe, e sei partito al confine della notte, quando appassisce il giorno e il cielo si illumina di stelle. Era dolce la strada, all’inizio del tuo viaggio. Il tuo mantello scendeva a carezzare i fianchi del tuo destriero, leggero come il suo passo.
Eri pronto ad affrontare il drago.
Eri giovane, forte, ardito. Avevi dalla tua la confidenza con i miei sentieri, la conoscenza dei miei limiti, dei miei confini. Ma i miei confini sono sempre stati troppo vasti per gli uomini.
Quanti chilometri hai percorso, nei primi giorni del tuo viaggio? Quante decine e centinaia e migliaia di passi, nelle settimane successive? Quante volte hai inutilmente cercato il mio cuore, rapito da quella leggenda che narrava che lì era il tuo premio? Nonostante tutte le difficoltà, sei andato avanti. Senza curarti dell’alito di fuoco che ha ucciso il tuo destriero, della forza che andava scemando, del tuo mantello perduto chissà dove, ti sei inoltrato sempre di più. Perché non sei tornato indietro, quando potevi? Io ti avrei risparmiato.

Hai finito gli ultimi datteri. Hai bevuto l’ultimo sorso d’acqua. Finalmente ti arrendi, principe dei Tuareg.
Io, il grande deserto, custode delle Miniere del Re, ti ho sconfitto. Il mio alleato, il sole, brucerà il tuo corpo trasformandolo in polvere.
Il vento porterà via con sé ogni traccia della tua venuta.

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