È un attimo

È un attimo.
Quell’attimo in cui il tuo cuore si ferma e tutto sfuma nel silenzio ovattato di una notte profonda e senza stelle.
Istanti di vuoto fra l’ultimo battito della tua vecchia vita e il primo della nuova.
Sei morto. O sei rinato.
Il tempo del nulla si espande, si sposta, si plasma. Passato e futuro si fondono in un dilatato presente. Tutto è possibile e tutto è impossibile.
Il tempo si libra, si allunga, ti avvolge. Il sogno ti stringe, ti spinge alla deriva, ti affonda, ti lega al buio del tuo inconscio.
Le dita strette della notte ti inchiodano in una gelida morsa.
E tu vivi – una storia – la tua storia, che dura un attimo, un attimo eterno, dentro il tuo mondo fuori dal mondo.
Poi un suono acuto, squillante. Una scossa. Una luce. Il dolore.
Sei rinato. O sei morto.
E tutto sfuma in una cacofonia ovattata.
Luci e ombre allentano la gelida presa della notte in cui eri caduto.
Ritorni a quel mondo, fuori dal tuo mondo, dentro la realtà.
Ora il tempo scorre cadenzato da ritmi sempre uguali, granelli dissolti nell’immota clessidra.
La realtà ti strappa al sogno, ti schiaccia al suolo la luce abbagliante della coscienza.
È un attimo che dura un attimo e sarà solo un attimo.
È un battito poi un altro e un altro ancora.
Sei tornato. O te ne sei andato per sempre.

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