Oltre

Vorrei salire su una barca, farmi portare dalla corrente, ma non ce la faccio. Cosa darei per poter afferrare un paio di remi e andare oltre. Eppure il mare è calmo, il vento soffia piano, sussurra dolci parole di cui non conosco il significato. Non è tempo di ascoltarlo, forse. Ancora non mi fido del mondo, troppo perfetto, troppo rotondo, troppo infinito per me, che non so da dove partire, che non so andare lontano. Aspetto ogni giorno l’alba, spero che accarezzi i miei sogni, che scriva pagine nuove, che butti via quelle vecchie e mi racconti una fiaba che non ho mai sentito, prima di addormentarmi. Oltre le mie paure forse, c’è una storia diversa, un’altra linea di confine che disegna i desideri, ci sono notti meno lunghe e più silenziose delle mie. Mentre cammino sotto la pioggia, le gocce dipingono ricordi come pietre, dure e pesanti. Adoro la solitudine e odio le parole che tengo dentro come fossero reliquie. Mentre il mondo gira su se stesso, orgoglioso di rotolare come una biglia colorata, guardando i volti della gente, che non è in grado di soffermarsi sulle cose che contano, tutto scorre. Mentre il cielo gioca a cedere il suo azzurro a un arcobaleno, io non so andare oltre.

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