Libera

Ho visto quella sottile linea curva perdersi in fondo all’azzurro, mischiarsi con i colori del cielo e della terra, diventando tutt’uno con il mare. Ho visto uomini e donne affannarsi per cercare di raggiungere la meta, quel puntino lontano posto proprio al centro… e non rendersi conto che, per quanto si dannassero, non sarebbero mai arrivati a destinazione.
Ho visto la follia umana dirigersi verso il nulla, con quell’ossessione tipica degli insoddisfatti, e finire direttamente nell’abisso celato dietro il bordo, oltre quel confine che l’animo umano, divenuto saturo dal troppo avere, non riesce più a identificare.
E ho visto reietti sfuggire ai propri demoni, incapaci di affrontare la verità, inetti di fronte al vivere quotidiano e alla semplicità dell’essere. Una semplicità che racchiude tutto, il “tutto”. E non necessita d’altro se non della propria consapevolezza e della propria capacità di esistere liberamente oltre i muri, le barricate, il filo spinato e la demenza gretta dell’ignoranza precostituita.
È stato allora che ho compreso, che ho visto l’universo con occhi nuovi, privi di quella patina inutile data dall’indifferenza e dalla mediocrità degli automatismi. Il mio “centro”, il mio mondo, il mio piccolo io, oltre i cui confini esiste la meraviglia di altri mondi, altri “io”.
Ed è oltre questi confini che ho trovato la mia forza di esistere.

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