A cosa servono le ali se non a volare?

Riserva

Sfiorare le vette più alte
dove il verde diventa smeraldo.
Alzarmi fino a toccare le nuvole
tuffandomi dentro la soffice ovatta.
Penetrare la nebbia fino a
strapparle via il sole lucente

Salutare la luna piena
che maestosamente si mostra, la notte.
Accarezzarle le punte sporgenti
quando rinasce.
Cavalcare le stelle splendenti
che solcano il cielo d’agosto.

Scendere in picchiata fino a lambire
le onde possenti
vezzeggiando il silenzio
delle creature del mare.
A cosa servono le ali
se non a volare?

Potente è la mente che ama, ti porta
a solcare i confini dell’immenso infinito,
senza passare attraverso le porte,
innalza il pensiero fino a farlo vibrare.
Ma quando si spegne ritorna alla terra
smettondo all’istante di sognare…

Ancorata dentro il riflesso
di quello che è stato
apro le ali ma rimango attaccata.
Ho cercato conforto in un letto già spento
ho trovato soltanto il ruvido asfalto
di un ricordo osannato, non è bastato.

Ricerco il calore abbracciando un cuscino
intriso di lacrime amare,
versate nel gelo di una notte,
che, sola, mi stava a guardare
mentre cercavo una forma nel letto
che potesse restare.

“Lascialo andare”
Sussurro nel buio, stringendo vuoto
tra le dita stanche
“Fallo echeggiare”
Sibilo tra la morsa dei denti avversi
a mostrar lo sdegno

Questo è il mio canto
che nel vento voglio lasciare,
un urlo stridente per lo strazio infinito
di un amore violato.
Affinchè tutto possa sfociare,
affinchè io possa di nuovo volare.

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