L’ultima maschera

Le orbite vuote mi osservano, riportando alla memoria quanto è già successo. Le sottili scanalature dell’osso sono lucide, usurate da un passato pressante, pieno, fin troppo carico di emozioni. Sfoglio i mille volti della mia anima ricordando ogni sfaccettatura, ogni singola espressione, ogni gesto, ogni circostanza. Fanno tutti parte di me, questi sottili strati delle stesse spoglie, rappresentano ciò che ero, quello che sono diventata e non rinnegherei nessuno di essi. Sono i mille volti del mio essere stata bimba, adolescente, femmina, donna, moglie e madre. E non sempre hanno avuto la stessa consistenza, a volte sono stati fragili come fogli di carta velina, a volte solidi come mura invalicabili. Ci sono stati momenti in cui è stata la gioia a pennellare le superfici, tuttavia più spesso è stato il dolore, le rinunce, i sacrifici, i tormenti e le delusioni a dare tinte fosche ai miei resti. Non mi sono nascosta, non ho potuto. Le sconfitte non mi hanno impedito di continuare a vivere, anche se il prezzo è ancora lì, inciso sulle pareti dell’involucro che mi ha, a stento, protetta. Sono mille gli aspetti che mi hanno permesso di arrivare fino a qui, contemplando l’ultima maschera che ancora mi porto appresso, quella che sarà l’ultima.

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