L’anima a nudo

Il Giudice scosse la testa, facendo oscillare la lunga criniera. Come voleva l’uso indossava una maschera dal volto mostruoso, con grandi occhi neri sormontati da folte sopracciglia, una bocca enorme, spalancata e piena di denti aguzzi. Soffermandomi a osservarla, decisi di aggiungere una serie di aculei rossi sulle facce interne del cubo giallo che avevo già posizionato. Ero un’artista luminosa e l’Ente di Giustizia mi aveva commissionato il lavoro. Aggiunsi sette rombi color verde smeraldo all’interno del cubo, come i sette imputati in divisa militare.
A destra e a sinistra c’erano intere file di banchi occupate da ragazzine. Quelle sulla destra avevano un’età oscillante tra i nove e gli undici anni, mentre sulla sinistra c’erano delle bimbe più piccole. Tutte accomunate dallo stesso sguardo spento e fisso davanti a sé, come se stessero guardando un’immagine e fossero incapaci di mettere a fuoco qualsiasi altra cosa. Tornai a osservare il cubo e all’interno aggiunsi cinque file da quattro palline ognuna, piccole come quelle ragazzine e bianche come la purezza. Mio malgrado dovetti punteggiarle di nero, perché il candore era stato macchiato per sempre. Uno sfavillio appena percettibile indicava la loro natura olografica. Erano state posizionate lì, per una sorta di compensazione con quelle sedute di fronte a loro. La vita che si contrappone alla morte, la realtà alla finzione.

Considerai una fortuna potermi nascondere dietro un vetro opacizzante e tenermi così a distanza dall’orrore che emergeva in quell’aula, mano a mano che il processo andava avanti. La maschera del Giudice oscillava e sbraitava contro gli aguzzini, sotto gli occhi attenti delle sopravvissute al massacro. Gli imputati si ostinavano a nascondersi dietro le loro divise perfette, nel tentativo di mascherare la loro colpevolezza e trasformarla in servizio alla Patria. Ma pur dietro quella terrificante maschera, il Giudice continuava a incalzare, affinché venisse fuori la verità.
Il tutto sotto lo sguardo di un Crocifisso davanti al quale ogni maschera cade e viene messa a nudo l’anima.

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