Dentro l’inganno

Spengo le luci sul celato egoismo
reprimo e rinnego il mondo là fuori,
vagando tentoni, nel buio più tetro
chiedendo chi sono e neppure io so.

Chi mai potrò avvincere, far fremere
dentro gelidi verbi, spogli d’impulsi
disincantati, non vibrano i sensi
orfani ignari delle mie ossessioni.

Cieche e afone le emozioni compaiono
aride schegge di umana compassione.
Indosso una maschera di bellezza interiore,
ingannando m’innalzo dentro l’ipocrisia.

Rifulge il chiarore, rinasce l’ardore
compiaccio me stessa nei sospesi versi,
inabile a discernere la mia identità,
rifratta l’immagine diversa si mostra.

Rispecchio me stessa reprimo il mio ego,
dilemma scoprire ch’io sia quella vera,
caparbia cancello le vane incertezze,
ostento falsa la mia verità, spoglia da indugi.

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