Cento veli

Fuori concorso

Ogni stagione trascorsa si è aggiunto un velo diafano sul mio viso. Lembi di pelle morta che non riesco a strappare via, scaglie di sogni infranti e di aspettative tradite. Il riflesso dello specchio non è piú il mio, non lo riconosco e lo rifuggo con terrore, spaventata da quella maschera distorta che mi osserva e ghigna. Ride, lui. Ride di quella bambina illusa di poter avere il mondo, si è sollazzato a ogni sua caduta, ogni lacrima versata, ogni cuore squarciato. Vorrei infilarmi unghie aguzze nella pelle e strappare via tutto. È ancora lì sotto quella fanciulla che credeva nella felicità e nei lieto fine? Sotto al cerone bianco che ho indossato tutti i giorni, per la lunghezza di cento vite; forse è in fondo agli strati di cemento che gli altri ti impongono di indossare per non deluderli, per non vedere chi sei davvero. C’è ancora qualcosa sotto i cento veli di roccia o la mancanza di aria e vita ha lasciato solo uno scheletro divorato fino al midollo? Una morte che nessuno piangerà mai, mentre sento gli inesorabili scricchiolii delle ossa che diventano polvere bianca sotto le maschere che nascondono l’anima…

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