grifoniSe stasera sono qui

Tema: Benzina

Se stasera sono qui, davanti a questa panchina sul lungomare, è forse perché qualunque strada io percorra, è qui il mio cuore mi conduce sempre e inevitabilmente.
Mi siedo a osservare quell’orizzonte che così tante volte tu ed io abbiamo scrutato abbracciati, immaginando viaggi fantastici e mete lontane. Un orizzonte fatto di tramonti e cieli stellati nelle calde notti d’estate, e di mare in burrasca e spiagge sferzate dal vento nei grigi pomeriggi d’inverno.
Questo era il nostro posto speciale.
Su questa panchina ci siamo scambiati il primo bacio, ho consolato il tuo pianto e condiviso la tua gioia.
Ricordo con nostalgia quei pomeriggi di primavera quando tu, con la testa appoggiata sulle mie gambe, ti sdraiavi a leggere mentre io, con lo sguardo perso all’orizzonte, accarezzavo i tuoi lunghi capelli. Ripenso alle notti ventose di fine estate, troppo fredde per gli ultimi vacanzieri, quando consumavamo la nostra passione nascosti dalle basse fronde degli alberi.

Se stasera sono qui, è per sedermi ancora una volta su questa panchina e sfiorare con le dita il cuoricino con le nostre iniziali che avevo inciso per te.
Se stasera sono qui è perché, da quando mi hai lasciato, questo è forse l’unico posto dove il tuo ricordo è ancora vivo e palpitante. Quando sono qui riesco quasi a vederti, sorridente, seduta sulle lisce assi di legno, che con occhi pieni di passione mi lanci baci e sussurri Vieni da me.
E adesso amore mio, mostrati ancora una volta in questo luogo magico, e sdraiati per me come facevi nei nostri giorni felici; perché se stasera sono qui, nel cuore della notte, con la mia fedele motosega e una tanica di benzina è per fare definitivamente a pezzi il ricordo che ho di te, insieme a questa maledetta panchina.
Ecco tesoro mio, un colpo ben assestato e il cuoricino intagliato schizza via, irrimediabilmente infranto. Ascolta il ritmico suono del mio affondo, poi un altro e un altro ancora… non ti ricorda forse quando tu ed io fondevamo i nostri corpi brucianti di passione? Dolci tonfi che lentamente distruggono il legno e il ricordo di te.
La tua immagine si distorce per poi svanire sotto la forza dei miei colpi precisi, finché di questa nostra adorata panchina non resta che un cumulo di biancastre schegge di legno come ossa scomposte. Apro la tanica e l’odore inebriante della benzina mi infuoca le narici dandomi un senso di vertigine.
E adesso brucia, brutta bastarda, brucia!!!!

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