Nettare divino

Tema: Sangue

Plic…plic…plic… Resto a occhi chiusi, immersa nel liquido della mia vasca in rame e oro che mi è giunta in dono direttamente dalla Francia. Il Barone Renoir non bada a spese per compiacermi e ciò mi fa sorridere, mentre muovo le mani sul mio corpo nudo e bagnato.
Plic… plic…Sento le gocce cadere a ritmo sempre più lento, tuttavia costante, un battere ritmico che fa eco al mio cuore. Il suono ripetitivo non mi inquieta, quando mi dedico ai miei bagni non c’è nulla che possa accendere i miei nervi nelle sfuriate di cui sono famosa.
Mi immergo ancor più a fondo ma badando a non bagnare la massa di capelli corvini che Marie mi ha appuntato sul capo. Mi bagno il viso e aspiro l’aria. L’odore di rame e metallo rugginoso mi colpisce le narici come il migliore degli champagne, lo assaporo mentre attraversa il mio naso come qualcosa di denso e vivo, scende fino nella gola dove diventa dolce e corposo, come l’uva appena schiacciata.

Aspiro ancora con forza, riempiendomi i polmoni fino a sentirne il gusto sulla lingua. La gola mi si chiude come se fosse incollata dal gusto ferroso di quel profumo e sospiro soddisfatta, rilasciando il fiato. Muovo le mani, facendo attenzione a far bagnare ogni piccolo lembo di pelle e sento che il liquido si sta raffreddando, diventando appiccicoso e viscido.
Mi costringo a aprire gli occhi con fatica, ho le ciglia quasi incollate tra loro. Dove diavolo è Marie?
Guardo verso l’alto e mi trovo a osservare due occhi sbarrati. Il corpo dondola lentamente sopra la vasca, gli occhi sono così rivoltati dentro il cranio che non vedo ne pupilla ne iride. Ha le mani legate dietro la schiena, i piedi appesi al gancio e un lungo squarcio all’altezza del collo. Sembra un sorriso capovolto, mi trovo a osservare. Tutto il visto è ricoperto di sangue che, ormai coagulato, ha smesso di sgocciolare nella vasca.
Quella vista mi annoia. Allungo una mano verso il tavolino accanto alla vasca e suono il campanello che vi è sopra.
Sento Marie entrare trafelata.
“Dov’eri?” La apostrofo trattenendo la rabbia “ il nettare nella vasca s’è raffreddato. Porta via il corpo della sacrificante e preparami un altro bagno con acqua di fonte.”
Emergo dalla vasca e osservo affascinata il liquido rosso rubino che scivola giù dal mio corpo perfetto, pallido e serico. Sorrido soddisfatta.
Marie sta tirando il cadavere per le spalle per evitare che mi sfiori, sa che non lo sopporto. La cameriera ha la solita faccia spaventata da topo di campagna preso in trappola.
“Riferisci a Jack di trovarmi un altro paio di fanciulle pure per il bagno di domani.” distendo le braccia sopra il capo, stirandomi i muscoli come un predatore che s’è appena destato. Guardo la piccola e brutta cameriera con occhi rapaci. So che i miei sono neri come la notte e che sanno creare in un secondo un terrore folle ma anche scatenare grandi passioni perverse. Sogghigno.
“Sii veloce a preparare il bagno, il sangue si sta asciugando e lo sai che quando succede ci vuole troppo per levarlo via come si deve. Inoltre stasera non posso usare quel delicato sapone che il Barone ha mandato come dono. Al mio Ospite piace sentire l’odore e il sapore del sangue sulla mia pelle.”
Esco dalla vasca e sento che al pensiero del Suo arrivo il mio cuore batte un po’ più veloce di prima.

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