Il sangue celato

Tema: Sangue

Antares stava seguendo distrattamente l’ennesimo film horror, era un patito del genere. Improvvisamente una voce sconosciuta arrivò sino a lui, stupito restò immobile e le parole presero forma.
“Segui l’odore del sangue, devi annusarlo. Non servono le gambe, non serve che tu ti muova, basta che tu chiuda gli occhi e ti lasci trasportare dall’odore. Credimi! Esiste un posto, sopra o sotto la terra, sotto il mare, nel luogo del nulla. Un luogo dove tutto è possibile e ciò che non c’è esiste.”
Antares, quasi per gioco, provò a chiudere gli occhi, provò ad annusare l’aria: un sentore metallico invase le sue narici e i recettori posti nel cervello identificarono il sangue. Un senso di nausea lo invase mentre lentamente tutto assumeva il colore rosso, denso. Sparsi ovunque vide brandelli di carne, teste, nasi, orecchie, piedi, mani e viscere. Tutte prive del loro originario possessore quelle parti rimanevano abbandonate alla rinfusa. Gemevano sommessamente, e il loro tetro canto unito a tutto quel sangue lo stordivano.

Erano parti recise, vivisezionate, sventrate, tagliate o morse nei film horror, ma anche nelle serie televisive investigative, e infine provenivano anche dai libri horror. Tutto ciò che era stato tolto era lì, un mare di pezzi e sangue, le teste mozzate con gli occhi sbarrati, mentre l’odore acre lo continuava a soffocare prepotentemente.
Antares voleva fuggire. Aprì gli occhi, ma le immagini rimasero insieme all’odore, si guardò le mani e le vide piene di sangue. Incapace anche solo di respirare risentì la voce.
“Non aprire gli occhi! Tienili chiusi e pensa. Perché sono qui tutte queste parti dei corpi, perché ciò che non esiste è diventato realtà?
Pensi di essere pazzo? No, non lo sei. Bisogna spostare la linea del terrore sempre un passo più in là. Bisogna che l’ autopsia sia ancora più cruda e l’asportazione più reale, la visione o la descrizione deve essere ancora più cruenta per provocare maggiore empatia.
Non aver paura del sangue. Il sangue è linfa di vita, non è uno schizzo sullo specchio o sul pavimento, non è quella traccia su quel coltello tagliente. Sangue svilito, banalizzato al punto che non fa neanche più effetto se non ricopre, non sgorga a fiotti. Ma adesso tu ne senti l’odore pungente e il terrore ti invade, adesso è reale e la tua mente riprende la sua coscienza di uomo fragile.”
Antares richiuse gli occhi, la gola serrata in un morso, l’aria sibilava entrando e uscendo nei suoi polmoni, l’odore del sangue lo riavvolse insieme alla nausea. La voce riprese a parlare mentre le immagini sullo schermo sbiadivano.
“Non hai una risposta da darmi? Proprio tu che sei un appassionato del genere! Allora te la darò io. Queste parti non reali sono il contrapposto di tutte le parti reali sepolte in ogni parte del mondo, per tutti i morti e deturpati del mondo, perché nel mondo reale si marcisce, si scompare. In questo mondo, qui, per sempre daremo forma a ciò che è stato, perché la fantasia modifica la realtà, e la realtà segue la fantasia, rincorrendola, superandola. Senza pietà, senza rimorso. Qui i morti vivranno per sempre, interi o a brandelli saranno vita, perché il sangue è vita.”
Dietro gli occhi chiusi di Antares il rosso coprì tutto, l’odore pungente del sangue riempì ogni spazio, era in una bara di metallo rovente.
Sbarrò gli occhi scattando in piedi, sconvolto cercò il telecomando e spense il video. Seduto sul bordo del letto si guardò le mani. Erano gelide ma pulite.

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