Goccia di Luna

Tema: Mare

Amo il bosco: il colore dei fiori, il loro profumo, la maestosità e la bellezza di ogni albero, il dolce fruscio che fanno le foglie mosse dal vento, l’ombra ed il fresco che ci donano i nostri fratelli frondosi. Adoro il canto dei ruscelli, dei fiumi e dei laghi. Mi piace, ogni tanto, immergermi nelle loro acque. Con il tempo ho imparato a riconoscere e distinguere ogni pianta: so quali sono quelle buone e medicamentose, quali servono per cucinare e quali, invece, sono da evitare, ma c’è un odore che mi è entrato nelle narici fino ad arrivarmi in fondo al cuore. Sebbene fossi solo una bambina, troppo giovane secondo il computo degli elfi per potermene ricordare, non dimentico i momenti di magia e pura estasi che mi ha regalato il mare con i suoi colori, la sua voce e, soprattutto, con il suo inconfondibile profumo. L’odore del sale, misto a quello dell’acqua, che va a fondersi con quello delle alghe, dei pesci e di ogni altra creatura che lo abita. Non è vero che lo iodio, con il suo odore forte, penetrando nelle narici, copre tutti gli altri. La mia esperienza di elfa, insieme al mio olfatto più sviluppato, mi ha aiutata a riconoscere ed amare il profumo e l’energia di ogni singola creatura che abita nel mare o ne sorvola i cieli. Mi ricordo ancora, come se fosse ieri, ogni attimo del viaggio per raggiungere queste terre: durante la nostra lunga traversata non c’era angolo di mare che non mi abbia affascinata e colpita con le sue infinite storie e con le sue innumerevoli e meravigliose fragranze. Ogni volta che sentivo il verso dei gabbiani correvo fuori ad osservare il loro elegante volo e ad annusarne l’odore: le loro ali sapevano di sale e di vento; nelle zampe si mescolavano gli odori delle spiagge o degli scogli su cui si posavano ed il loro alito sapeva di granchio, il loro cibo preferito. Annusando bene l’aria e concentrandomi, potevo riconoscere quale fosse il tipo di crostaceo prediletto dai gabbiani di quella zona: ogni razza portava in sé l’odore dei fondali nei quali abitava o degli scogli in mezzo ai quali si nascondeva. Adoravo correre sulla prua ad annusare l’aria quando il mare era agitato e ogni ondata portava con sé gli odori dei pesci e dei molluschi che le abitavano. Era come se ogni angolo di mare, attraverso i suoi odori, mi raccontasse una storia ogni volta diversa ed affascinante. La stessa cosa accadeva nelle notti silenziose, in cui le uniche luci erano la luna e le stelle. Andavo a cercare un angolo sicuro della nave mi ci sdraiavo: allora la brezza mi portava alle narici i mille odori del mare, amavo ascoltare il canto delle onde e lasciarmi inebriare dall’odore più bello, penetrante e ricco di vita che le mie narici abbiano mai annusato. Quando ci ripenso, la mia malinconica nostalgia lascia traboccare dai miei occhi incontrollate lacrime. L’odore del sale ed il loro sapore mi ricorda il mio amato mare. Nel blu dei miei occhi vi sono impresse le sue profondità; la mia pelle candida ricorda i raggi della luna e la mia voce, soave e squillante, ricorda il canto delle onde.

Vivo nei boschi da più di cinquecento anni e ne amo ogni aspetto, ma il mio cuore di elfa attende con trepidazione il giorno in cui, con i nostri cigni di legno, solcheremo di nuovo il mare per tornare nella nostra patria. Allora il mio cuore si colmerà di gioia: non solo perché, finalmente, potrò rivedere le mie amate sponde, ma soprattutto perché, durante la traversata, potrò rivivere almeno per un po’, in quell’estasi che solo il nostro fratello blu sa donarci. Se tra molti secoli, in una notte silenziosa, guardando il mare, voi esseri umani vedrete una miriade di strane creature brillare, non abbiate paura e non siate turbati, ma godetevi lo spettacolo di noi elfi che risplendiamo come stelle per la felicità. Sono Phegrailin, elfa della prima era, ma se volete potete chiamarmi Goccia di Luna.

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