Mia cara Lisa

Mia cara Lisa,
sono io, la voce dell’anima, la tua. No, non cercare nei meandri della mente, guarda dove sai, conviviamo da una vita, non sfuggire come fai di solito.
Capisco la tua confusione: Luisa, Marisa, Maria Luisa, ma quante persone convivono dentro di te?
Sarà per questo che hai vissuto un’adolescenza anomala e hai accumulato un mare di incertezze.
Specchiarti ti piace poco, lo so. Se ti soffermi, nella tua immagine trovi un sacco di difetti che non vuoi riconoscere. È lo stesso motivo per cui, adesso, fingi di non vedere ciò che sto scrivendo su questo foglio luminoso, dove le lettere scorrono accarezzate dal tuo sguardo.
Sei indaffarata, hai tante cose per la testa, ti nascondi dietro a fiumi di parole seguendo l’impulso, l’idea, ma è giunto il momento di fare il punto della situazione, non credi?
Sei solare, disponibile e gentile con tutti, ti piace sentirtelo dire, vedere il sorriso compiaciuto altrui, sai sempre dire la cosa giusta per sentirti buona: sei sicura di esserlo davvero?

Proviamo a tornare indietro negli anni: tu non sopporti le bugie, ma quante ne hai dette, perdonandoti senza ritegno? La mamma lo sa bene, l’hai fatta disperare quando hai perso la testa per la prima volta, te ne sei dimenticata? Ah certo, lei era noiosa, invadente e insopportabile: diceva sempre di no: chissà come mai?
E il nonno? Hai dimenticato la delusione e la sofferenza che le tue scelte sconsiderate gli hanno causato? A lui, che adoravi più di chiunque altro, non hai pensato andandotene lasciandogli un biglietto senza troppe spiegazioni, con un bagaglio di incoscienza e spavalderia, uniche compagne.
Sapevi di aver approfittato della sua generosità, hai preferito “fuggire” per non affrontare la realtà.
Ci ha pensato la vita a forgiarti per benino, hai dovuto imparare, mentre io incassavo pugni tremendi, contorcendomi dal dolore, ma non ascoltavi le mie ribellioni, i miei suggerimenti, continuavi a inseguire i tortuosi percorsi della mente, testarda.
Ti è servito, di emozioni ne ho fatto scorta e, da quando hai iniziato a scrivere ti tornano utili, le stai “testando” tutte, senza pensare a quanto sono costate a entrambe.
Parole che scaturiscono spontanee, ma credi forse di essere tu a pensarle? Sono io che non riesco più a trattenerle e ho bisogno di vomitare un po’ di quell’angoscia che le ha fatte crescere a dismisura; da troppo tempo stanno qui dentro e prima di esplodere, bisogna che me ne liberi un po’.
Ti sei auto commiserata a causa dell’infanzia che ti è stata negata, per un padre che non ti ha seguita, preferendo rifarsi una famiglia. Ti è mancato il suo affetto anzi, non lo hai nemmeno provato una volta; tu però, cos’hai fatto per far cambiare il corso le cose: nulla.
Troppo semplice credere fosse meglio non disturbare la sua serenità, se ci tenevi davvero, raggiunta l’età della ragione, lo avresti dovuto cercare, superando qualunque barriera.
Sei pigra, questa è la verità, scegli la via più comoda. Ricordi? Eri ancora una bambina quando, messa di fronte a una scelta, ti sei detta “meglio se dico di sì, così non devo discutere e tutto diventa più semplice”…
L’amore, quello sì mi ha costretta a infiniti giri sull’ottovolante delle emozioni, una vita intera.
Infatti, da allora, tu vivi per il tuo uomo, ma non è giusto annullarsi dimenticando gli affetti più cari. Lo vuoi in esclusiva da sempre, respiri la sua aria, pensi con la sua mente, agisci come farebbe lui: plagiata per tuo stesso volere: non ti sembra una follia? Persino vostro figlio hai sacrificato, in nome di questo amore, per vivere a pieno il vostro tempo, quante volte lo hai lasciato solo, con la nonna o in qualche soggiorno estivo?
Tempo e scelte sbagliate e i tuoi familiari che hai messo in disparte, per assecondare lui e solo lui. Aspetta, cosa fai, vuoi andartene? Ti secca, questo tasto non lo vuoi toccare, vero? No, non spegnere il computer, devi ammettere e riconoscere ciò che ti scrivo, perché sono sicura che, riconoscendo le tue debolezze, alla fine ti sentirai meglio.
Magari riuscirai a essere più matura e consapevole. usando parole più adeguate per raccontare chi c’è veramente, oltre quello sguardo limpido di cielo.
L’anima sono io, lascia a me decidere di cosa liberarmi; ammetto che a volte riesci a farmi emozionare sul serio, quando metti insieme pensieri toccanti, come non lo, sarà un dono lasciato in eredità, ciò che so è che te lo sei chiesto molte volte anche tu e questo ti riscatta.
Lo ammetto, sono un po’ gelosa, tu dài sempre molto al prossimo, sei buona e nessuno si rende conto che dipende anche da me e allora ti invidio.
Insieme, in tutti questi anni, abbiamo davvero condiviso tanto, ma non è più tempo di correre.
Ora che possiamo continuare con lo stesso passo, facciamolo insieme senza sforzi inutili; secondo me riusciremo a trasmettere molti più esempi positivi, nascosti dentro le parole che scivolano su questo display: perlomeno sino a che il Cielo vorrà. Ciao amica mia.

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