A me

Lettera a me stessa.
Eccitante sfida.
«Chi sono io?» Ti chiedi sempre. Proverò a risponderti.
Oh… cominciamo proprio con una bella domanda. Sei una ragazza di quarantanni. Sì, una giovane dentro. Una ragazzina sempre alla ricerca di stimoli e cose nuove da fare, da scrivere e da provare. Forse perché non hai avuto modo e voglia di approfondire a suo tempo. Di certo non ti sei rassegnata a seguire chi ti dice con bocca o occhi che dovresti vivere vestirti e agire come una “signora” di quarantanni. Oddio non ce la fai proprio, lo so! Sei me come non potrei saperlo.
Ami i tuoi jeans, ami uscire acqua e sapone e ami legare con la gente proprio come un’adolescente. Hai qualcosa che non va? Forse… ma sento che è questa la maniera in cui vuoi sentire scorrere la vita dentro di te. E poco importa se nella mente ti sei fermata a sentire l’esistenza come una fanciulla appena maggiorenne. Che poi devo dirlo chiaro e tondo… la tua adolescenza è stata grigia piena di dubbi e incertezze. Dal punto di vista relazionale è stata un disastro, ammettilo! Piena di stupide paure e timidi passi sempre all’ombra di qualcuno. Il tempo è passato. Ti sei giocata, bella mia, l’adolescenza… con il numero due ti è andata leggermente meglio. Con il numero tre eri già mamma e moglie e non avevi certo più tempo di rovistare nel tuo passato pensare a chi eri stata… e chi stavi diventando.

Ma quando hai visto il quattro sostituire il tre sulla torta hai capito che la vita scorre veloce e non bisogna sprecarla. Hai già perso fra mille insipide insicurezze la parte più tenera della tua vita, la parte dedicata al mondo fuori la porta della tua stanzetta sempre troppo ordinata e pulita. Un po’ di casino dentro ti avrebbe fatto bene piccola mia! Dai retta a me fai bene a essere come sei. Questa è l’ultima possibilità di sentire la gioventù dentro di te. So che la senti scorrere oggi come non succedeva allora. Hai sempre guardato con ammirazione i tuoi coetanei che se la sono goduta la loro prima giovinezza. Loro non erano come te e tu non sei stata mai come loro. A te che bastava un foglio di carta una penna per stare bene o un bel libro per sognare e per viaggiare, mentre loro erano già molto esperti di locali alla moda e di disco pub. Non voglio dire che eri sbagliata tu o lo erano loro. Ognuno ha vissuto la propria vita come ha voluto e a potuto. E povera te, avevi anche un padre severo che non mi lasciava molta libertà, non che te lo meritassi- eri fin troppo buona e ubbidiente – semplicemente hai vissuto con quella mentalità. Ma diciamolo forte e chiaro che non ne fai una colpa al tuo babbo, no assolutamente, tu lo adori con i suoi capricci e il suo modo a volte buffo di agire. Ma gridalo, lui è stato e sarà sempre il miglior padre che il destino poteva darti, insieme alla tua sensibile mamma sempre pronta a dare il petto per le proprie figlie. Guai chi parla male dei tuoi genitori. E poi lui il tuo papà sta male da tempo e pensare che tra poco lo vedrai peggiorare ti fa stare male e per ciò ogni istante non lo vuoi sprecare. Pensare di perdere chi si ama, vederlo stare peggio e sentirsi impotenti, penso sia una cosa orribile. Non lo auguriamo a nessuno noi due!
Ok sì, basta così. Voglio scrivere senza le lacrime che offuscano il viso. Non siamo tipe che rimescolano e languono nelle sofferenze. Di solito facciamo sparire le maniche e andiamo avanti a testa alta.
Penso che la vita sia l’unica dimensione che ad oggi si conosce e non vuoi andare via senza lasciare un segno. Hai i tuoi bellissimi figli che porteranno un pizzico di te in giro per il mondo. Loro sono il “dopo” sono il “domani”. Loro sono noi.
Vogliamo dirlo che hai un marito paziente e innamoratissimo che sopporta tutte le tue stranezze? Poveraccio direi, sorridendo!
L’hai sempre vista, la vita, dal lato mistico. Raramente ti sei soffermata sulla parte materiale, consumistico, anche se vivi, lavori, spendi e desideri come tutti.
L’unica cosa che spero è che questa forza questa energia che hai dentro non smetta mai di farti volare alto. Spero con tutto il cuore che continuerai a mettere jeans e a uscire struccata quando non hai tempo di imbellettarti al mattino. Non lo so se è normale vederti arruffata nel sentire che ti si rivolgono dandoti della “signora” e sotto sotto sorridere sotto i baffetti pensando che sono matti a chiamarti così. Ti senti una ragazza di appena vent’anni, ed è strepitoso. E spero che tu non cresca mai, che non si spenga mai l’incanto e la voglia di vivere questa intensa avventura che è la vita. Dopotutto gli anta ti hanno portato esperienze, lezioni e ferite. E aggiungendo questo, mattoncino dopo mattoncino con la consapevolezza, con lo spirito immortale della giovinezza, ne è venuto fuori un mix davvero speciale. Assapora tutto finché sul viso ci sarà entusiasmo e voglia di vivere. Il tempo scorre troppo velocemente per perdersi nell’incertezza, senza un sorriso.

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