La stella gialla

Rosso scarlatto è il prato che si estende davanti ai miei occhi, come sangue che scorre vivo, come un torrente che sgorga da ferita aperta. Gialle ginestre ingannatrici mi sbarrano la strada, mentre tento di scappare via dal tormento che mi divora, come preda braccata dal cacciatore di morte. Tu vedi solo un campo di fiori. Io sento le spine che mi lacerano le gambe, le braccia, il volto. Nella mia folle corsa vedo l’inferno in terra, anche se ha il profumo di mille e mille corolle aperte al sole. Ma il cielo è terso sopra la tua testa, non senti il rombo del tuono che lo attraversa, non vedi le ombre delle bombe che aprono crateri sul suolo. La guerra è solo un eco lontano, per te. Solo la notte i roghi accesi acquistano vita e il bagliore dei fuochi accende il buio di tante piccole stelle rosse. Ma tu dormi, non vedi il mio dolore, non senti il mio lamento. Mi troverai sotto un cespuglio di ginestra, giallo come la stella che porto cucita addosso. Ti sembrerò addormentata, o morta, o forse solo indifesa e impaurita, ma non proverai pena per me. Il tuo istinto di sopravvivenza non te lo consentirà. Girerai lo sguardo verso i fiori e il cielo e mi dimenticherai in quello stesso istante. Non noterai la cenere che come neve cade lenta, trasportata dal vento, anche quando spegnerà i colori, depositandosi su tutto ciò che vedi come un mantello. Non sentirai il fetore dell’inganno e dell’odio, perché i tuoi sensi saranno rapiti dall’immensa natura che si scopre nuda davanti ai tuoi occhi. Io marcirò sulla terra e la terra sarà il mio sepolcro. Le piogge laveranno il mio corpo, e il vento spargerà i miei resti. Altri fiori nasceranno sulla mia tomba, nutrendosi di quel che resta di me. Non ricorderai null’altro, solo il biondo dorato delle spighe e i petali ocra che danzano nella brezza. Un giorno d’inverno ti racconteranno dell’inferno in terra che sorgeva proprio là, tra i campi incolti, dietro la collina. Inorridirai e piangerai calde lacrime, ma non per me. Farà breccia nel tuo cuore l’immagine di una stella gialla tra le ginestre e i papaveri. Poi la primavera, col suo delizioso pennello arcobaleno, tingerà di nuovo la campagna di rosso e oro e il mio ricordo scivolerà lento nell’oblio.

Testo ispirato all’immagine

7 Ginestra fiorita di Antonino Cammarata
7 Ginestra fiorita di Antonino Cammarata

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