Il vuoto dentro

Un fondo remoto
intonacato da strati di voci,
concorsi d’oblii.
Usci socchiusi
su terrestri lavorii,
corali germinazioni di sommessi canti.
I nostri feti domandarono
i loro nebulosi oracoli
dove ora dormono le civette
i grilli parlanti.
C’è un dentro remoto,
un’immane immensità.

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