Il mondo nascosto di una mente ignorata

Ci sono mondi che non conosciamo. Restano nascosti fino a quando non si viene catapultati dentro perché, in un modo o nell’altro, ti viene aperta la porta. Il risucchio è così potente da prenderti, all’improvviso e spesso non te ne accorgi neppure.
Dentro ci trovi tutta una serie di porte, sempre più piccole e tu a fatica le devi aprire perché una volta entrato non puoi più uscirne se non in quella direzione.
La prima stanza sa di vuoto. Non ci sono pareti, non esiste il pavimento, non è buio il nulla tutto intorno lo vedi eccome, sembra quasi fatto d’ovatta, ma senza quel velo che ti confonde la mente eppure ti senti perso lì dentro, è come esser sospeso per aria senza un filo che ti solleva. Solo dopo vedi la porta.
Tiri e spingi. Prendi a spallate, un piede di porco ma non si apre. È perché non sei ancora pronto. Allora ti lasci andare, allora si apre.
La stanza successiva è buia. Anche lì non sembra esserci nulla ma ci sono rumori… rumori di porte che sbattono e di rotelle che girano.
Sembra una mente. Fatta di sussurri, quindi li ascolti:
“Qui dentro è vuoto perché io non so pensare, non so imparare, non so fare!”
Allora si sentono i tuoi di pensieri, quelli che ti fanno avanzare come una chiave che apre le porte:
“È impossibile che una mente sia vuota, ci sono i ricordi, le immagini, le cose imparate per conseguenza… Anche lo stolto più stolto le ha nella sua mente, se è vuoto è morte!”
È così che si apre anche la terza porta!
È tutto strano! Segni che ballano, numeri che svaniscono e termini senza un significato, con lettere senza senso, e una voce costante che dice io sono stupido.
A mettere insieme quei segni si formano parole e con un po’ di fantasia si può arrivare a leggere un intero pensiero, e con un po’ di tempo si arriva a leggere tutta una vita… Ci sono lacrime, umiliazioni, sensi di colpa… vergogna!
Risolto un altro rebus avanzi ancora, sempre più chino per poterci passare.
Qui trovi ciò che si vorrebbe essere, ma son solo testi chiusi e mai sfogliati con la voce di sempre che dice io non posso farlo.
Non ci sono enigmi in questa stanza, solo tanta tristezza che ti pesa addosso, allora scappi verso la porta ancora più piccola nella speranza che si apra e basta.
È così che succede, ma il peso resta e tu in ginocchio entri.
Che meraviglia in questa porta, c’è tanta luce, un boschetto fiorito e nuvole leggere e bianche che accarezzano un cielo terso. Un laghetto luccicante e aria fresca da respirare, musica leggera da poter ascoltare… e tanti progetti da realizzare.
È questo quello che sono, questo è il mondo che ho dentro, quello che avrebbe dovuto crescere fuori. Non sono stupido, non sono vuoto, posso fare, posso pensare, basta solo aiutarmi a imparare…

Ho provato ad entrare nella mente di un dislessico, ho trovato tanta sofferenza e tanta solitudine prima di riuscire a trovare la meraviglia che davvero lo caratterizza

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