Deserto

Hai imbrattato i miei sogni
mentre portavo avanti la mia illusione.
Ti odiavo, ma i tuoi problemi
erano gli alibi alle mie incertezze.

Complici nel mantenere le nostre esistenze
dietro una facciata di sicurezze,
recitavamo la nostra parte,
mentre qualcosa di noi moriva.
Rimanevo schiava della mia menzogna
rafforzandone, ogni giorno, i contorni.

Ma, come quando osservi un fiume nel momento di quiete,
e ne intravedi, nitido, il fondale,
così ho permesso che fosse il silenzio a parlarmi.
Mi sono lasciata condurre,
facendo il vuoto attorno a me.

Aveva ragione,
solo nel deserto ho sentito quella voce.

Ho pianto a lungo la mia vergogna
smascherando tutta la mia colpa.
Ora quella immagine la intravedo,
ne conserva ancora i tratti iniziali.
Ci vorrà del tempo
perché io mi ci possa ancora rispecchiare.

Attenderò,
è solo da qui che voglio ricominciare.

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