11401461_10206928808409864_3350934444670402064_nLa promessa di Antonella Di Leonardo

Tema: Freddo

Solange si svegliò di soprassalto. Si guardò intorno, niente le era familiare. Dove si trovava?
La stanza era piccola e poco illuminata, ma la fievole luce che filtrava da una griglia posta proprio sopra di lei le consentì di vedere pareti che sembravano di roccia e null’altro.
Un brivido le attraversò la schiena.
“Dove sono?” Si chiese a voce alta.
“ Chi mi ha portato qui?”
Si mise ad urlare con quanto fiato aveva in corpo, ma nulla. Nessuno la sentì.
Guardò meglio la stanza in cui era rinchiusa. Non era possibile che non ci fosse una porta.
Da qualche parte doveva essercene una. Si alzo, si avvicinò ad una parete e vi appoggiò le mani.

Come era fredda, sembrava ghiaccio. Quella sensazione di freddo le ricordava qualcosa, ma cosa?
La ricerca di una qualsiasi forma d’apertura non ebbe esito.
“Non è possibile. Sto sognando”. Pensò.
“Ora mi sveglio e sarà tutto finito”.
Ma non era un sogno e Solange non si svegliò.
All’improvviso sentì uno strano odore, un odore pungente come … non sapeva dire cosa fosse.
Sì girò e il suo cuore si fermò per un secondo. Chi era quell’ uomo davanti a lei?
Era bianco come la neve.
Cadde all’indietro. Le sue mani cercarono invano qualcosa a cui appigliarsi per potersi alzare.
Ma toccò solo freddo granito. Si trascinò all’indietro cercando di mettere più spazio tra lei e lo sconosciuto che la guardava senza proferire parola.
“Solange, tesoro. Credevi che mi fossi dimenticato di te?”
“ Chi sei? Non ti ho mai visto prima d’ora. Hai sbagliato persona”.
“Dici? Pensaci bene Solange”
“ Ne sono certa, non ti conosco”.
“Eppure amica mia, tempo fa mi hai fatto una promessa ed è arrivato il momento di mantenerla”.
Solange si sforzò di ricordare.
“Non ricordi? Avevi solo 10 anni eri andata in gita in montagna con i tuoi genitori. Ricordi quanta neve e quanto ghiaccio c’era? Dimmi, ora ricordi?”
Solange rimase impietrita a fissare l’uomo. I ricordi affiorarono come un rivolo d’acqua che a fatica cerca di farsi strada tra le rocce e alla fine le sgretola e si trasforma in ruscello.
Ricordò tutto nei minimi particolari. Ricordò di essersi allontanata dai suoi genitori e di aver imboccato quel viottolo. Sì c’era un cartello che ne vietava l’accesso, ma che importa? Avrebbe dato solo un’occhiata e poi sarebbe tornata indietro. Aveva fatto solo pochi passi quando scivolò sul ghiaccio. Cercò disperatamente di aggrapparsi a qualcosa, ma invano. Si fermò solo quando arrivò alla fine della stradina. Atterrò su un piccolo spiazzo. Ad occhi chiusi tastò il terreno intorno a se. Le sue mani sentirono solo il freddo del ghiaccio. Aprì piano prima un occhio e poi l’altro, cercò di rialzarsi, ma le gambe non la ressero e finì di nuovo per terra.
“Mamma” Urlò. “Mamma sono qui”Solo silenzio.
Quante ore fosse rimasta sul ghiaccio non poteva dirlo, ricordava solo che ormai si era arresa.
“Morirò qui sola e assiderata”
Chiuse gli occhi e aspetto.
“Solange piccola, svegliati!”
“Papà sei tu? Come hai fatto a trovarmi?
Ma non era suo padre. Ora ricordava tutto. L’ uomo che aveva davanti era lo stesso uomo che l’aveva svegliata tanti anni prima quando ormai il gelo si era impossessato del suo corpo e stava per morire. Era venuto ad incassare il suo credito. L’aveva salvata riportandola sulla strada principale appena a un passo dai suoi genitori. Le aveva strappato una promessa per portarla in salvo. Sarebbe tornato tra molti anni a riprendersi la sua vita, ma non bastava. Ne voleva un’altra oltre alla sua. Lei tremante per il freddo e la paura aveva accettato.
Ora era arrivato il momento di pagare il conto. Ma avrebbe dato solo la sua di vita. Lì non c’erano altri.
“Va bene! Se vuoi la mia vita prendila, ma non ho portato nessuno con me. Come puoi vedere sono sola.”
“Vedrai che alla fine incasserò quello che mi è dovuto”
“Non capisco come?”
“Non importa se non capisci. Nulla di quello che sta accadendo ora è comprensibile. Comprendi forse come hai fatto ad arrivare qui? Non ti sei addormenta nel tuo letto ieri sera?”
Solange rabbrividì al pensiero di essere stata la causa della morte di un’altra persona. Chiuse gli occhi e prego che non fosse una persona a lei cara. Quando li riaprì era sola ed era buio pesto.
Un silenzio surreale, assoluto la circondava. L’unico senso che poteva aiutarla in tanto silenzio e nel buio assoluto era il tatto .Toccò il pavimento su cui era rimasta seduta per tutto il tempo, le sembrò ancora più freddo di prima. Avvertì una strana sensazione, prima le dita, poi tutta la mano sembravano perdere sensibilità. Poi fu la volta delle braccia. Si stava trasformando in una statua di ghiaccio. La fine arrivò veloce. Stranamente non avvertiva dolore e nemmeno paura. Alla fine smise di pensare.
Qualcuno bussò alla porta e non ottenendo risposta entrò. Ciò che vide Denise fu il corpo di Solange disteso sul letto. La toccò, sembrava di ghiaccio. Denise guardò la mano con cui aveva toccato la sorella, si stava lentamente trasformando in ghiaccio.

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