10404336_890725487661729_248488511374450393_n72 ore di Maena Delrio

Tema: Ruvido

Buio. Mi muovo nell’oscurità, densa come melassa. Allungo le gambe di fronte a me, fino a che lo spazio circostante me lo consente; urlo quasi fino a farmi male, ma solo le mie orecchie sentono la mia stessa voce. Se c’è qualcuno al di là dei massi che mi tengono prigioniero, non posso saperlo: per me il tempo si è fermato, la vita ha subito una battuta d’arresto. Tendo una mano verso l’ignoto; davanti al mio viso, sopra la mia testa, sotto il mio stesso corpo le mie dita afferrano il vuoto, fino a che non cozzano contro la ruvida superficie della mia angusta cella.
Panico. Il primo contatto con le pareti è brutale, animalesco: le asperità della superficie irregolare mi lacerano la pelle, aprono squarci tra le grinze dei palmi, il sangue e gli umori si mescolano in una miscela di terrore puro. Nella mia mente si sviluppano immagini intermittenti: ghiaia, sapore di terra in bocca, sabbia che graffia il viso… carta vetrata che abrade, il rumore delle unghie che si spezzano mentre graffiano un blocco di pietra e cemento. Mi manca l’aria, ma non posso morire adesso. Fuori il mondo mi aspetta. Verranno a salvarmi, lo sento.

Respiro. Ora devo esplorare i confini della mia tomba, limitare i danni, preservare la lucidità mentale che mi è rimasta. Sopravvivo. I miei polpastrelli diventano i miei occhi: se c’è una via d’uscita in questo inferno, loro me la indicheranno. Traccio solchi invisibili sul muro di fronte a me, lo sento pulsare sotto le mie dita. E’ ruvido e freddo, come una distesa di foglie in inverno, solcate da scanalature invisibili agli occhi; è il tronco dell’albero della mia infanzia, le sbucciature sulle ginocchia, la crosta secca su vecchie ferite; sono le mani di mio padre, ruvide e callose, forti eppure gentili ,mentre mi carezzano il viso.
Riacquisto la calma. Immagini rassicuranti mi terranno in vita: le rughe di mia madre, una pelle temprata dalle intemperie di una vita dura, aspra; sento mia madre sotto le mani, sopra la roccia che mi seppellisce e mi uccide; tocco una ruvida sacca di tela, dentro la quale nascondersi per gioco, per rotolarsi sul fieno; sfioro il legno scheggiato del vecchio pontile sul quale facemmo l’amore per la prima volta, i calli ai piedi in estate, quando non avevamo scarpe e correvamo liberi nei prati. Tasto queste pietre che mi sovrastano, rugose e scabre, questa gola riarsa, tanto che anche l’aria mi graffia e mi trafigge nel tentativo di riempirmi i polmoni, queste labbra secche e screpolate, che anelano un’acqua che non potrà lenire la loro sete . La mia vita è raschiata via come una vernice secca e scolorita, con rapidi colpi di smeriglio. Domani forse non ci sarò più, il mio corpo avvizzirà, aspro e ruvido, si trasformerà in sabbia.
Quando lo riportarono in superficie, ancora respirava. I soccorritori non avrebbero mai creduto che dopo 72 ore dal crollo dell’edificio, ci potesse essere ancora qualcuno vivo in quell’inferno di pietre e cemento. Nella concitazione del momento nessuno si accorse della piccolissima pietra che il ragazzo teneva stretta in mano. Non la lasciò mai andare, dovettero sedarlo prima che allentasse la presa. Quella scheggia rimase il simbolo della sua rinascita per molti anni, finché non venne dimenticata. La sensazione invece rimase, perenne, ogni volta che l’asprezza della vita prendeva il sopravvento: la percezione di qualcosa di ruvido sotto la pelle, il presentimento della morte che alitava sulla sua spalla .

16 Comments

  • Stella

    Senza offese per nessuno…ma questo è il testo che mi è piaciuto più di tutti. Ci sono tante cose che non dimenticheremo mai per il resto della nostra vita e questo racconto ne è l’esempio. Una rinascita emozionante… voto questo testo

  • Renata Morbidelli

    Mi ha dato davvero la sensazione di trovarmi sotto terra! Voto questo testo

  • maena

    Anche questo mese è arrivato il momento di leggere e votare , amici cari !iL tema stavolta era particolarmente difficile, riguardava le sensazioni tattili , spero gradirete la mia performance 🙂
    Per votare questo testo bisogna apporre, nella sezione dedicata ai commenti, nella pagina del pezzo che si desidera votare la scritta “Voto questo testo”.
    Ogni pezzo che riceva un commento, a patto che sia un commento al pezzo, e non un ringraziamento dell’autore o un’eventuale conversazione successiva, varrà come 1 voto, per cui tenete conto della possibilità di farvi sia votare che apprezzare con un commento al pezzo, ottenendo così ben 2 voti

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