Il Talento

Tema: Il Quadro

Devo fare in fretta! Devo finire il quadro prima che sia troppo tardi. Tra qualche ora nascerà il nuovo giorno e, se non avrò perfezionato la mia opera in tempo, il sole brucerà la mia tela vanificando un’intera notte di lavoro, di passione, di sudore e … di lotta. Ho fatto del mio pennello una spada e della tavolozza uno scudo. Ogni notte imprimo la mia energia nei colori: li scelgo, li diluisco e li mescolo con estrema cura. Ogni particolare deve essere catturato alla perfezione: soprattutto gli sguardi! È lì che risiede l’anima. È questo il senso del mio Talento: cogliere la luce dei loro sguardi, quello strano luccichio che li contraddistingue e imprimerlo, per sempre, in una tela. Da quando ho scoperto di avere questo Talento, non ho più una vita, non dormo quasi più, ma sono disposto a tutto pur di rendere questo mondo di nuovo un giardino. Allora sì che la mia anima sarà in pace e potrò godermi un po’ di riposo. Ora, però, non ho tempo: la mia mano deve essere veloce. Devo imprimere l’ultima pennellata prima del sorgere del sole. La mano mi trema, gli occhi mi bruciano, la mente sta perdendo lucidità e il ritratto rischia di non essere perfettamente assomigliante alla realtà, ma devo continuare, non devo cedere alla stanchezza. Non adesso. Prima devo finire questo quadro. Prendo un bel respiro, mi sciacquo il viso con un po’ di acqua gelata e confronto la foto con il dipinto che sto portando a termine. Aggiusto l’ombra sullo zigomo desto. La fronte è troppo chiara, devo caricare di più il rosso. La mascella è perfetta. Anche lo sfregio sullo zigomo sinistro è perfetto. Me lo ricordo bene, gliel’ho fatto io poche notti fa mentre cercavo si fotografarlo. L’espressione stupita nel volto è la stessa che aveva quella notte. Manca solo un ultimo tocco di rosso rubino al centro dell’iride sinistro e poi sarà terminato. Con un ultimo respiro profondo, mescolo i colori per ottenere quello giusto. Dopo aver fissato per qualche istante il punto di rosso che ho ottenuto, con estrema delicatezza traccio alcune linee decise sull’iride. Eccolo! Ecco il bagliore che ha illuminato i suoi occhi l’altra notte, lo stesso che gli fa brillare lo sguardo ogni volta prima di compiere le sue nefandezze. Indietreggio soddisfatto. Un lieve sorriso si va allargando sul mio viso stanco e provato. Un urlo di dolore squarcia il cielo e solletica le mie orecchie: il prodigio si sta per compiere. Una macchia indefinita di colore attraversa la stanza e penetra nella tela. Un altro demone è stato imprigionato. Per sempre. Mi chiamo Michele e faccio il pittore.

15 Comments

Comments are closed.