12715307_835520323246914_5154718778239287956_nAddio di mezzanotte

Tema: Una Manciata di Minuti Dopo Mezzanotte

Invecchiando il mio corpo è cambiato, e con esso anche la percezione del tempo e dello spazio. Hanno assunto dimensioni diverse. Le ore scorrono lente, senza l’assillo delle cose da fare, da vedere, da dire… Alla mia età si è già fatto, visto e detto quasi tutto, e a quel poco che resta possiamo donare il lusso della lentezza. È il fragile dono della vecchiaia l’assaporare gli istanti uno per uno, trattenerli in mano e sulla lingua per gustarne la leggerezza e il sapore, ammirando la minuscola perfezione di ogni particolare. Il tempo non è più domani, ma è ora e adesso, è l’ieri che si rinnova nell’oggi. Ricordi di una vita vissuta senza approfondirla, distratti dagli infiniti impegni.

Via, via, non c’è tempo! Corri, lavora, muoviti!
E intanto i figli crescono e vanno, e il tuo compagno, il tuo personalissimo eroe senza macchia e senza paura, lentamente si è trasformato nel vecchio bambino spaventato che ti guarda, in attesa che tu lo difenda dai mostri della notte incombente. Quella notte che a poco a poco spegne la sua mente, una piccola stella alla volta, fin quando della sua luce interiore non rimane più nulla.
Anche lo spazio è cambiato. Prima c’era il mondo intero a mia disposizione, e treni e auto e aerei per percorrerlo da un capo all’altro in poche ore, e la sua ampiezza non mi incuteva alcun timore. Era tutto a portata delle mie mani. Ora il mio spazio si è ristretto a questa vecchia casa che di giorno in giorno diventa più polverosa e malandata. Non ho la forza per tirarla a lucido, e nemmeno mi interessa più di tanto. Quello che vorrei, che veramente vorrei, è fermare il tempo. Ho rivissuto tutti gli innumerevoli attimi in cui ho scomposto la mia vita, dando a ciascuno di essi la dovuta importanza, girandoli e rigirandoli tra le dita della mia mente per osservarli dalle varie angolature. Ma, a dispetto di ogni sforzo, la giornata è arrivata alla fine e mi ritrovo qui, seduta accanto al letto, a guardarti morire. Inconsapevole e tranquillo, la tua mano nodosa stretta nella mia, anch’essa vecchia e stanca.
«Non c’è più nulla da fare, signora. Suo marito è giunto alla fine. Non credo che arriverà a domani» mi ha detto il dottore, impotente.
Io ci ho provato tutto il giorno, con tutto l’amore che ho sempre avuto per te, ho provato a realizzare la magia dei vecchi di far rivivere il tempo, di farlo scorrere a ritroso ancora e ancora e ancora, ma ho fallito.
La mezzanotte è passata da pochi minuti, e il tuo tempo, il nostro tempo, ha cessato di esistere.

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