Una scatola è per sempre

Una scatola può contenere qualcosa di unico! Anche le scatole hanno un’anima, bisogna solo capire quale delle tante. Più sono capienti, più sono profonde, fino a qui tutto normale, è la logica. Il problema è quello che c’è dentro, dietro, davanti, di fronte e tutto intorno alle tanto care scatole.
Quante cose ci stanno in questi parallelepipedi diabolici? Otto rovesciato!
Arriva sempre un giorno in cui ti servono, ma non arriva mai il giorno in cui te ne libererai del tutto.
Spesso e volentieri sembrano mansuete, vivono abbandonate, appoggiate ai lati dei cassonetti, ripiegate su se stesse con un certo ordine. Stanno lì, in agguato, pronte per essere riempite della qualunque e in attesa, di qualche disperato che se le porti a casa. Il disperato arriva perché ha un bisogno disperato di loro, semplice. Così se le mette sotto braccio e se le carica in macchina, quasi contento per averne scovato un ingente quantitativo. Subito dopo però è il panico: “Oh mio Dio!”. Comunque torniamo alle vagabonde in cerca di fissa dimora. Una volta accolte, adottate e ricostruite le “belve assassine” prendono possesso degli spazi e sei fottuto! Stipa oggi e stipa domani, arriva un bel momento in cui vorresti prendere una catasta di legna, improvvisarti piromane e dargli fuoco. Poi non lo fai, perché hai famiglia e pensi ci sia una casa più bella e più nuova nella quale andrai a vivere. L’unico sfogo possibile però, una volta messo piede nel nuovo appartamento, è quello di scaraventarle contro la prima parete che trovi con la furia di un Grizzly! È inutile stare lì a girarci tanto attorno: il trasloco è qualcosa di devastante e le scatole sono il preambolo di un limbo inesauribile. Potrei dirla alla moda dei vecchi: “si sa quando si inizia e non si sa quando si finisce”, ma risulterebbe riduttivo, non renderebbe a sufficienza l’idea del delirio che si scatena in un secondo, terzo, quarto, quinto momento. Certo perché a proposito di fine, devo dire che ancora questa parolina magica non sono riuscita né a scriverla, né a dirla. Anche perché una volta che “i mostri” sono pieni fino all’orlo, non ti resta che svuotarli. Ed è qui che arriva il momento in cui ti penti e vorresti lasciare in eredità tutto quanto al primo che passa. Le scatole Signore e Signori hanno un’anima, è vero, un’anima malvagia però, da replicante, da catapulta infernale. Ebbene non si esauriscono mai, ma in compenso fanno esaurire te! Dunque è così. È bello cambiare casa, è motivante, ma è anche sfiancante. Non vedo l’ora di vederne una fuori dai miei incubi peggiori, magari in giro per il Web con un gattino simpatico all’interno che renda loro un’anima dolce, ludica e protettiva. Dimenticavo: per chiunque avesse bisogno di pentole, tappeti, bicchieri, tazzine, mi trovate giù in garage: PORTE APERTE TUTTO IL WEEK END, GENTE QUI NON SI VENDE! S-I–R-E-G-A-L-A!

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